Ricordiamo tutti il cordoglio per le vittime della strage di Nizza del 14 luglio 2016, quando un folle terrorista alla guida di un camion ha investito centinaia di pedoni inermi sul marciapiede

 Approfittando meschinamente del fatto che in quel momento tutti fossero presi dallo spettacolo pirotecnico della festività principale della nota e pacifica località di villeggiatura francese.
Le vite stroncate quella maledetta sera furono 84. 
Poi ci sono i feriti, più di 50, quasi tutti gravissimi. Abbiamo pianto tutti per le vittime, ma poco sappiamo delle loro storie personali, chi erano e come hanno vissuto quei momenti di terrore. 


Vi raccontiamo la storia di una ragazza che si trovava lì, Adelaide Stratton, Australiana, con sole 22 primavere alle spalle, partita la sua vacanza in Francia pochi giorni prima della tragica data

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La sera del 14 luglio 2016, anche lei si trovava a Nizza per osservare i fuochi d'artificio della famosa festa che celebra l'unità nazionale.Il giorno dopo avrebbe voluto fare bagnarsi nelle acque della costa azzurra,  e poi visitare le altre città Francesi, Parigi, il sogno.
Invece, come purtroppo sappiamo, quella sera di festa, si è trasformata in un bagno di sangue.

Prima della strage la ragazza era stata invitata a un  party in piscina da alcuni amici, non potevano sapere che sarebbe stato meglio restare lì, i ragazzi non hanno rinunciato al rivestirsi e scendere sul lungomare per osservare i fuochi d'artificio prima della mezzanotte

Facebook/Sunday Night share

Erano appena scesi dall'autobus, mentre il furgone li ha travolti.

 Nell'impatto la ragazza ha subito un grave danno alla testa e alle gambe: è stata travolta dalle ruote del camion e trascinata per metri. Ha il corpo ustionato per l'attrito con la strada.

Adelaide ha perso i sensi per il grave impatto, sembra morta e probabilmente di lì a poco si spegnerà.
Ma nessuno la nota, è una delle tante vittime a terra per la folla nel caos.

 Urla, sangue, panico collettivo ed individuale intanto si spargevano per la strada e rendevano difficile anche solo realizzare quanto stava accadendo, è stato difficile per noi osservatori esteri figuriamoci per chi si è trovato coinvolto all'improvviso, la paura e l'istinto a scappare prende il sopravvento 

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Solo dieci metri più in la di dove si era appena verificato l'attentato, ecco che un uomo, controcorrente rispetto alla folla, si avvicina anziché allontanarsi, si chiama Patrick, ha 40 anni, è un uomo del posto, vuole capire se può rendersi utile.

Tutti scappano nel panico per mettersi in salvo, le vittime restano a terra, ma Patrick osserva attentamente, tutta questa gente non può essere morta, ci sarà qualcuno che ha bisogno di soccorso.
Ecco che la vede, il suo corpo martoriato 
si muove impercettibilmente... ha ripreso i sensi o sta per lasciarci? Si avvicina a lei, e le prende la mano. E' viva, sta riprendendo i sensi 

“Il camion ci aveva risparmiati, per cui sono andato a vedere se potevo aiutare qualcuno ancora in vita. [...] Lei mi ha tenuto stretta la mano ed ero felice e triste allo stesso tempo che ci fosse qualche sopravvissuto", ha spiegato Patrick.

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Ma era in stato di shock e non doveva vedere l'orrore attorno a lei per avere speranze di restare sveglia, così Patrick cerca di parlarle e consolarla, tra le urla e la gente che corre in tutte le direzioni, Patrick ha cercato di non farle vedere i corpi privi di vita attorno a lei, con ferite simili alle sue. La giovane  si è aggrappata alle sue mani e lo guardava in volto, trovando consolazione.


"Please don't leave me", per favore non lasciarmi ha detto a un certo punto. 

 E Patrick non l'ha lasciata fino alla fine

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L'ha portata al  Hotel Negresco, e li ha chiamato i soccorsi, poi è persino salito in ambulanza con lei.

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Ferita in testa dal grave impatto, dietro la nuca e sulla fronte, ustionata per il trascinamento, rischiava di lasciarci per emorragie interne

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Ma grazie anche al soccorso di Patrick, l'ospedale ha potuto salvarla in tempo, e lui le ha fatto visita ogni giorno, per non lasciarla sola, fino all'arrivo dei genitori dall'Australia.

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Bende e fasciature in testa, cicatrici e occhiali da sole per non far vedere gli ematomi,  grazie a potenti antidolorifici e al calore umano di medici e infermieri la ragazza è riuscita a riprendersi e tenersi su col morale 

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Ma, una volta arrivati i genitori della ragazza il suo dovere era terminato così Patrick l'ha salutata e non si è più rivisto

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A distanza di mesi, un programma televisivo australiano, "Sunday Night", che aveva seguito la lunga fase di guarigione di Adelaide e altre vittime, ha deciso di farle una sorpresa. 

La redazione ha organizzato incontro tra la giovane e il suo salvatore!

Patrick, che ormai credeva di non rivederla più, è stato fatto atterrare a Sydney.
La sorpresa è stata preparata in questo modo: mentre i genitori avrebbero portato Adelaide a mangiare una pizza al ristorante a un certo punto il suo eroe si sarebbe presentato e aggiunto a tavola.

La ragazza non sospettava nulla: quando avvista l'uomo è disorientata: "Che ci fai qui?" esclama con tono frastornato e incredulo, poi realizza cosa sta succedendo, e dice: "Siete pazzi!". Potete immaginare l'emozione e la gratitudine della giovane. "Incredibile, non pensavo che lo avrei più rivisto!".

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E oltre a non saper come ringraziare i genitori e lo staff della trasmissione, non sa come ringraziare lui "Come si fa a ringraziare qualcuno che ti ha salvato la vita?".

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Poi, ricordando l'attacco del terrorista che ha stroncato le vite di 85 persone e ne ha ferite ben 400, in quella tragica serata Francese, Adelaide viene intervistata:

“La mia storia non ha niente a che fare con ciò che il terrorista ha seminato." Non vuole parlare della paura o del rancore, ma invece di Patrick  e delle persone che hanno prestato soccorso. "La mia è una storia di amore e aiuto e delle cose meravigliose che possono nascere da azioni terribili", dice Adelaide. Il bene deve vincere sempre, e ci sono persone in grado di restare nell'amore anche in un mondo in cui regna il male.

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Siamo così esposti in questo periodo, tutti così tentati nel cadere in una spirale d'odio e negatività. Accadono cose bruttissime e vien voglia di combatterle con la violenza

Ma il mondo non si cambia in bene se diventiamo cattivi come i terroristi per sconfiggerli, solo il pensare di avere la capacità di farlo senza far danni collaterali è da illusi, come dice il Papa, la violenza non c'entra nulla con la religione, anzi è l'esatto opposto.E allora, piuttosto che imbracciare le armi dell'odio e della rabbia e portare guerra nella guerra, noi dobbiamo restare davvero forti, e restare umani anche nonostante il demone imperante di questi tempi davvero tenebrosi... 

Solo non spegnendo la propria luce interiore, continuando a diffonderei piccoli gesti di gentilezza e umanità potremo batterlo

Solo questo può salvare una vita, il cuore delle persone buone, lo insegna la storia, anche nelle guerre più cupe è grazie al cuore che si salvarono vite e non alla rabbia e voglia di vendicare

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Possiamo certo dire che è da illusi, che è meglio mollare. Ma se non proviamo nemmeno a diffondere piccoli gesti di generosità, partendo dai nostri cari da proteggere e dalle persone che ci passano vicino, come pretendiamo di sconfiggere un male straniero e incomprensibile? Come possiamo comprenderlo e batterlo se decidiamo di non capirci e non amarci nemmeno tra noi? 

CI VUOLE CORAGGIO A DECIDERE DI METTERSI DALLA PARTE DELL'AMORE QUANDO IL MONDO SEMBRA  DOMINATO DALL'ODIO.
Patrick è stato generoso e coraggioso quella sera, in maniera dolce è stato un soldato, e la sua generosità ha seminato un seme, le parole di Adelaide Stratton che ora - invece che vittimizzarsi - diffonde questa mentalità positiva in Australia, dopo tutto quello che ha passato, ne sono la prova.
La paura è morte, la gioia è vita! 

In questo video (in lingua inglese) la storia di Adelaide:

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Tenendo per mano una sconosciuta, Patrick ha salvato una vita. Grazie per la tua umanità e per l'esempio che ci hai dato, che ci ricorda come la pazienza, la calma nel caos, e i piccoli gesti umani possano essere imprese eroiche, se vissute con amore puro, che è la più grande forma di coraggio che un uomo oggi può avere. 

PS. Questa è solo una delle storie positive che emergono dalla tragedia, come Patrick tanti altri eroi, uomini e donne, quella sera e nei giorni a venire hanno prestato soccorso e salvato tante vite, per strada e negli ospedali, un grazie va anche a tutti loro.