“Se sei un alcolista, smetti di bere, se sei drogato, smetti di assumere droghe. Ma non puoi smettere di assumere cibo, quindi ho cercato di rendermelo amico”

È questa la filosofia con la quale Andrew Taylor ha preso la sua drastica quanto disperata decisione di iniziare una dieta di sole patate e di portarla avanti per un intero anno.

Andrew assume 3kg di patate al dì, variando solo preparazione e tipologia

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Quando ha preso la decisone Andrew era in un periodo nero della sua vita:

“Prima ero clinicamente depresso. Mangiare patate mi ha aiutato molto”

ha dichiarato in un’intervista rilasciata a News.com

. “Ora non prendo più antidepressivi e dormo molto meglio.”
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Ecco una serie di domande che ci raccontano di più sul suo stile di vita

Che cosa mangi?

“Una combinazione di tutti i tipi di patate. Utilizzo una quantità minima di erbette fresche, spezie, salse grasse, chili dolce e salsa di pomodoro. Impiego il latte di soia quando preparo il purè..”

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Che cosa bevi?

“Solo acqua. Qualche birra solo di rado.”

Fai movimento?

Il primo mese no, in seguito ho cercato di allenarmi  per circa 90 minuti al giorno

Come ti senti?

“Alla grande! Dormo meglio e le ossa non mi fanno più male. Sono pieno di energie!”

Come prepari le patate?

“In genere, purè di patate, patate bollite o arrosto.”

Assumi integratori?

“Sì, la vitamina B12. Nient’altro.”

Non sei stanco di mangiare solo patate?

“E’ sorprendente, ma ancora non mi sono stancato di mangiare patate.”

Un anno fa Andrew pesava 151 kg, oggi, dopo una dieta di sole patate ne pesa soli 101 e mezzo

Attenzione: c’è da dire che Andrew durante questa  dieta è stato sotto monitoraggio medico costante, si sconsiglia fortemente il lettore dal provare ad imitarlo improvvisando. 


D’altronde non c'è pericolo: si tratta di una dieta estremamente drastica e direi non proprio invitante per noi amanti dei sapori mediterrani, una dieta che però, poeticamente mi fa sovvienire alla mente il  dipinto di Vincent Van Gogh intitolato “I mangiatori di patate”, nel quale il pittore denunciava la povertà – intesa come condizione di “schiavitù” imposta dall’alto – dei contadini Olandesi del tempo, costretti dagli stenti a nutrirsi di soli tuberi,  le patate infatti erano all’epoca disprezzate e scartate dai ricchi e dai borghesi.