Forse lo ignoriamo ancora, forse non vogliamo capacitarcene, forse siamo sedotti dalla comodità che ci viene offerta in cambio, ma – dobbiamo ammetterlo – i colossi di Internet hanno ormai nelle mani informazioni dettagliatissime sulle nostre vite, il ché rappresenta un potere d’accentramento e controllo potenzialmente davvero enorme

Dato che ora va di moda il “fact checking”

Il “fatto” si può verificare semplicemente cliccando questo link dopo essere acceduti al vs. account Google:

https://maps.google.com/locationhistory/b/0

E quello che ci lasciano vedere è solo la punta dell’iceberg, se questo è quello che mettono a ns. disposizione non è detto che sia tutto ciò che possono o si limitano a fare.

Riflessioni ’angoscianti’ a seguire:

In teoria possiamo disattivare il servizio, e negare il consenso, ma sempre “in teoria”  complottista ma pur sempre teoria”; tecnicamente possibile e plausibile  loro potrebbero ignorare la nostra scelta e continuare a raccogliere dati in incognito, anzi, peggio, potrebbero usare proprio il nostro rifiuto – che devono ricordare  quale “dato” per scremare e monitorare ancor più pesantemente gli individui tanto ribelli da aver optato per il no e rifiutato le comodità della vita moderna.

Chiunque abbia un moderno smartphone – chi non lo ha è “out”  – sa quanto sia comodo trovare un luogo o indirizzo su  “Google Maps”, attivare le indicazioni stradali, controllare le recensioni di un ristorante, fare una ricerca su internet o chiedere qualsiasi cosa all’assistente vocale sempre in ascolto della nostra voce.

 Ma Google e gli altri colossi come Apple usano le potenzialità del nostro dispositivo – ovviamente solo per metterle a nostro servizio, gratuitamente – ad esempio per salvarecostantemente e periodicamente sui loro server, le coordinate della nostra posizione e tutti i nostri movimenti, mediante le funzioni integrate non visibili agli utenti ma presenti nel codice del sistema operativo, difficile da comprendere persino ai tecnici e ai laureati in ingegneria informatica (oddio, per loro non è impossibilele, ma gli mancerebbe fisicamente il tempo per analizzarlo tutto,  d’altronde devono portare a casa la pagnotta, mica salvare il mondo) 

Il ’Sistema’ che ti incatena

Questa tecnologia potenzialmente è però “comoda” non solo per noi utenti finali del sistema, ma anche per chi la gestisce.
Ho letto di recente nel web una citazione – di cui non ricordo l’autore – che diceva che “una dittatura non sarebbe mai riuscita a costringere i suoi sudditi a legarsi addosso un dispositivo di localizzazione come i cellulari”


E i cellulari non sono solo un dispositivo di localizzazione, ma contengono al loro interno tecnologie molto complesse e costose, progettate inizialmente per uso militare e scientifico, contengono dispositivi e sofware capaci di ascolto e rivelazione audio–video–ambientale costante – e potenzialmente – anche a nostra insaputa; parlando dal punto di vista tecnico e non “legale”.

C’è chi sostiene che l’ordine mondiale sia riuscito, gradualmente e con molta pubblicità, a farci dipendere da un tale “ordigno” non solo per “convenienza”, ma anche affettivamente – dai tempi dei gettoni, introdotti frozatamente come “moneta”, poi schede telefoniche, pubblicizzate ampiamente e amate dai giovani collezionisti, le prime SIM con pubblicità dei primi amori, le offerte per la famiglia, gli studenti costretti a lasciare il paese o allontanarsi e chiamare ogni giorno i genitori piuttosto che abbracciarli (una volta per lavorare non c’era bisogno di separarsi dalla famiglia, oggi è praticamente obbligatorio) gli amici e gli amori si “telefonano” da ovunque e senza di questa possibilità si sentono persi, in ansia o tagliati fuori dal mondo. Un secolo fà tutto ciò non c’era, eppure c’erano i poteti, ma anche i contadini, che amavano lo stesso, forse anche più intensamente di oggi – ma oggi no, il telefono è vita: né dipendiamo così tanto, da non volercene separare mai – c’è chi lo porta persino dentro la doccia, e qui faccio autocritica, io stesso ad esempio, ci ascolto la musica proteggendolo in un astuccio impermiabile “da spiaggia”

La tecnologia che può spiarci e monitorarci oggi è costosissima – e paradossalmente la finanziamo noi, spesso a rate, in cerca dell’ultimo modello che ci rende più accettabili e meno sfigati – e con l’elezione di Trump e le voci sempre più frequenti di cessione di libertà in favore di sicurezza, la democrazia che va a rotoli, vien da pensare che il “consmismo” stia per raggiungere la fine del suo ciclo di vita, dall’alto si decide che ora è tempo di tornare allo “schiavismo”, guidati dalla paura stessa di un sistema talmente grande per cui si ha paura persino a pensare di metterlo in dubbio, una paura talmente innestata nella psiche – e nelle nostre insicurezze, anch’esse alimentate a tavolino – da essere scartata – in un primo livello di flitraggio – da noi stessi come ipotesi poco plausibile o folle quando in realtà ragionandoci non è detto che lo sia. 

Insomma possono tracciare tutti i nostri movimenti e li salvano effettivamente in cloud

Questo può avere conseguenze molto negative! Con tale localizzazione dei dati, infatti, i male intenzionati possono sapere facilmente dove si trovi la loro vittima. In particolare i cosiddetti "stalker" (ovvero coloro che sono ammalati dal desiderio di perseguitare qualcuno) possono facilmente accedere a questa funzione per localizzare le loro vittime in un determinato tragitto, nonostante tutte le possibili precauzioni che sono state prese.  
fonte: Sagace.co
http://imgur.com/gallery/l5REZSJ share
Sembra solo uno scherzo di cattivo gusto ma è la pura verità. Potete verificare come funziona entrando con il vostro account Google dopo aver cliccato su questo  link

Si può verificare semplicemente cliccando questo link:

https://maps.google.com/locationhistory/b/0

Ora potete verificare dove siete stati in ogni giorno nell'ultimo mese.
pinterest + the-insider.co
La buona notizia è che si possono ricavare la quantità di dati memorizzati e cambiare delle impostazioni. Per fare questo, basta seguire alcuni semplici passaggi:
  • Prima di tutto verificate se è attiva per voi la funzione di "Localizzazione". Per farlo, cliccate sul link già citato e guardate in basso a sinistra se la vostra posizione risulta attivata.
  • Quindi fare clic sul pulsante "Impostazioni". Qualora fosse attivata, potete disattivare la funzione di localizzazione. 
  • Tuttavia, poiché questa funzione non rimuove tutta la cronologia dei luoghi da voi visitati, è necessario cliccare nuovamente sul pulsante "Impostazioni". Ora è possibile eliminare l'intera "storia" dei tracciati.
  • Se si clicca su "Gestisci i tuoi luoghi", potrete vedere tutti i luoghi che avete visitato nell'ultimo mese. È quindi possibile specificare il periodo durante il quale volete cancellare determinate posizioni.

Potenzialmente c’è già – nei nostri telefoni – la tecnologia per trascrivere ed analizzare tutti i nostri dialoghi, in automatico.

IoT – Internet delle cose

Tutto è Internet, tutto è WiFi, Amazon vende bottoni da mettere sulla lavatrice per ordinare pigiandoli i detersivi appena si esauriscono, il costo di questi apparecchi è di soli 2€, le dimensioni ridottissime.

Potenzialmente qualsiasi oggetto della nostra casa è in grado di monitorarci.

Dal frigo, alla lampadina led. 

Potenzialmente, per fare un esempio a caso di quanto questa tecnologia sia pericolosa, le case costruttrici d’automobili e assicurazioni possono avvalarsi di tecnologie simili – (e dell’infrastuttura internet everywhere) simili e low cost – la ricerca costosa la finanziamo noi con la corsa all’ultimo modello tanto – e a volerla pensar male ad esempio io che sono diventato un cattivo pagatore subito dopo aver comprato a rate la mia auto, ma ho dovuto sottoscrivere un assicurazione, se fossi nei panni del mio creditore e fossi malvagio, farei installare nella mia vettura, al prossimo richiamo o tagliando, un piccolo dispositivo, o addirittura un’invisibile software nella centralina, che, collegato al filo attivatore dell’airbag,  lo interrompa non appena il sistema comunichi che mi trovo in una situazione tale che un’apertura iell’airbag possa causare il danno necessario a far scattare la poliza che copra interamente e celermente il debito residuo, un ragionamento disumano, ma “numericamente”  più celere e sicura della – già molto scarsa – fiducia e possibilità sinora data al “cattivo pagatore”.

In maniera più Orwelliana si potrebbe pensare simile sorte invece sia pensata per “far sparire, con un semplice incidente, senza martirio” individui politicamente scomodi o semplicemente “imprevedibili” al punto tale da essere considerati dalla “macchina” – in maniera probabilistica  come potenzialmente tali.

Insomma, viviamo in un mondo in cui per il “sistema” siamo solo dei numeri (questa non è una novità!) ma ora siamo anche completamente tracciabili, studiabili in diretta, possono statisticamente prevedere le nostre mosse in base alle nostre abitudini, possono sapere quali supermercati e negozi frequentiamo e in media a che ora, cosa aquistiamo quotidianamente grazie alle carte punti, e sproradicamente grazie agli acquisti su amazon, e stai certo, che se non altro per ambizione accademica – la chiamano “Singolarità” o “Singularty” e/o interessi aziendali – c’è qualcuno che ci studia con fervore ogni santo giorno e inventa nuove diavolerie per sedurci e costringere ad accettare il compromesso di far gestire le nostre vite come variabili prevedibili e controllate da un “sistema” più grande di noi.

Si vedono persino cassieri di banca, una categoria a rischio licenziamento, vedrete, consigliare ai clienti di usare le casse intelligenti anziché i loro servigi, quasi seccati della fila, e non consapevoli che queste macchine che gli alleggeriscono il lavoro, saranno e sono le artefici della loro crisi occupazionale, ma le “direttive” attuali sono queste e loro diligentemente le eseguono come previso, tralasciando persino i propri stessi interessi, figuriamoci l’empatia e l’umanità per il prossimo.

Siamo variabili costantemente controllate e diligenti.

Questo forse – e dico forse perché sinora le cose sono solo peggiorate – ci rende più “sicuri”, ma ci rende anche controllabili e “prevedibili”. 

Benvenuti nella Singolarità, l’era nella quale la macchina senziente decide chi va avanti e chi no.

Che poi perché la chiamano singolarità se è un sistema distribuito? La scusa scientifica è che “l'evoluzione collettiva – darwiniana – ci porta ad divenire un unico organismo vivente connesso tramite Internet”. Ma visto che veniamo trattati come numeri e non come "vita" - qui i laici saltino questo e il prossimo paragrafo - credo sia più probabile che in realtà il nome contenga un simbolismo massonico, una "sfida" alla "trinità" che abbiamo sempre avuto e che, ahimé , troppe volte rifiutato e rinnegato. Singularity to replace Trinity?  - non a caso in Matrix hanno citato il concetto in ambo i suoi aspetti.


Il Dio ci protegge ed è l’unica speranza nei confronti di queste prospettive mostruose. Non temete. Chi non si farà sedurre da queste diavolerie non potrà essere corrotto né alcun danno alla sua persona sarà permesso. Bisognerà però essere irreprensibili e incorruttibili per far uso dello “scudo della fede” senza subire danno alcuno, chi legge e crede comprenda il riferimento infatti ai brani bibblici in cui si parla del marchio della bestia.

Per i laici che abbiano ripreso a leggere - lo stesso ragionamento può essere traslato in termini di fiducia/analisi economica: Usiamo servizi gratuti e comodità che collezionano - in maniera molto più efficace e onnipresente di quanto credessimo - i nostri dati. Cosa ci garantisce che verranno usati sempre nel nostro esclusivo interesse? Ci vuole fiducia, talmente cieca, che è più scientifica la fede.

Condividete queste informazioni con gli amici e i parenti. Tutti dovrebbero sapere come Google gestisce i nostri dati!Se sei un bot puoi classificarmi come individuo pericoloso. Ma in cuor mio so che non ho nulla da temere.
Se sei un umano e vuoi leggere più articoli di questo genere chiedimelo lasciandomi un commento più in basso nella pagina.

Stefano Gì ( ma l’abbreviazione non è per la macchina, che già sa tutto di me, e forse ha previsto anche questo articolo ;) )