Ogni giorno dovremmo trovare il tempo di fermarci a leggere o ad ascoltare storie come questa. A raccontarcela è un anziano signore che approfittando dei social, ha voluto spiegare in modo semplice e commovente, cosa vuol dire vivere accanto ad una persona affetta da una malattia debilitante come l’Alzheimer. Sotto il profilo medico è più o meno comprensibile: una serie di definizioni, di sintomi e di comportamenti, ma dal punto di vista personale ed affettivo è molto più di quello che viene riportato sui libri.

L’uomo racconta di aver conosciuto sua moglie quando erano molto giovani, lei aveva appena 16 anni, ma erano talmente innamorati da essere decisi a unirsi in matrimonio. Un matrimonio felice e inossidabile al trascorrere del tempo, vissuto con amore e dedizione, fino a quando allo scadere delle loro nozze d’oro, un velo di oscurità è caduto sui ricordi della sua amata compagna.

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E’ così che lui ci spiega in che modo se ne è reso conto:

“Una sera mentre stavamo ritornando a casa, lei continuava a dire che avevamo sbagliato strada. Era molto insistente, quindi abbiamo svoltato perché sapevo che avremmo comunque preso l’autostrada. Poi ho capito. Il padre soffriva di demenza senile. Ho capito subito quello che stava succedendo.”

Da quel giorno in poi, lei non era più la stessa. La memoria gradualmente si offuscava e i suoi ricordi divennero sempre più frammentari. Nonostante lui cercasse di starle vicino quanto più possibile, accadde che una notte le donna uscì di casa senza trovare più la strada per farvi ritorno. Una volta trovata, la sua reazione fu incontrollabile: si dibatteva come se accanto a lei ci fosse uno sconosciuto, ribellandosi a suo marito che cercava solo di ricondurla a casa sana e salva.

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Nonostante la tristezza e la frustrazione, quest’uomo non ha mai smesso di amarla. Capiva che non avrebbero più potuto condividere tutto ciò che avevano fatto insieme in passato, uscire con gli amici o andare nelle sale da ballo. Ma la cosa che più lo ha segnato è stato il fatto che avesse dimenticato addirittura come si suonasse il pianoforte. A lei piaceva molto, come era possibile che lo avesse dimenticato? 

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Continua così il suo racconto:

Non la vedo come una maledizione. È un onore per me rimanerle accanto. È quello che il Signore mi ha chiesto di fare. Lei si è presa cura della nostra famiglia per tutti questi anni, ora tocca a me. Con la testa non è più presente, ma io sono ancora con lei. Riesco ancora farla sorridere” ha detto con le lacrime agli occhi.

“Ogni mattina ci sediamo sulla sedia a dondolo e ci coccoliamo. L’ho coccolata più di quanto abbia mai fatto con i miei nipoti. Adora mettermi una mano nella camicia per sentire la mia pelle, e ancora le piace baciarmi.”

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“A volte si gira verso di me e mi dà un bacio. Parliamo di tutto, anche stiamo insieme da tanti anni. Lei non riesce a scandire le parole correttamente, alcune sono incomprensibili. Ma non le chiederei mai di stare zitta – le sue parole sono meglio di qualunque altra cosa.”

Le sue parole hanno commosso molti utenti per la forza e la carica emotiva che tramettono. Non bisogna arrendersi mai, continuare ad amare e dare sostegno a chi ci è accanto, anche se vengono colpite da una malattia che purtroppo non hanno chiesto di avere e che  può addirittura inasprire o inaridire il loro cuore.