Tutti noi abbiamo nel nostro immaginario un idea di quali fossero le caratteristiche fisiche di Gesù. Questo perché attraverso l'arte, Gesù è stato rappresentato tradizionalmente come un uomo magro, con occhi azzurri, la barba e i capelli lunghi e soprattutto con una carnagione chiara. 

Egli è la figura più ritratta in tutta l’arte occidentale, ma in realtà questa immagine così famigliare inizia ad essere raffigurata, così come la conosciamo, durante il periodo bizantino ed è legata più al suo significato simbolico che alla sua accuratezza storica.

Gli artisti bizantini infatti, prendendo spunto dalle raffigurazioni degli imperatori sul trono, hanno voluto rappresentare Gesù come un Re Cosmico, vestito con abiti d’oro e per dare risalto alla Sua natura celeste, dietro al capo appongono un alone di luce appartenente in origine al dio del Sole (Apollo o Sol Invictus).

Come vediamo in questo famoso mosaico nella chiesa di Santa Pudenziana a Roma.

Ma se consideriamo il periodo storico in cui Gesù è vissuto, questa rappresentazione non sembra essere ’attendibile’ e uno scienziato britannico mette a punto una raffigurazione molto più accurata che stupisce tutti.

Richard Neave, un antropologo forense, presso l'Università di Manchester, ha pubblicato la prima l'immagine di Gesù nel 2015 - ma la sua rappresentazione è tornata alla ribalta in rete.

Grazie all'assistenza di diversi archeologi israeliani, lo studioso eseguendo delle indagini simili a quelle della polizia scientifica, ha minuziosamente analizzato diversi teschi appartenuti ad uomini vissuti a Gerusalemme nello steso periodo storico di Gesù. 


Utilizzando la Tac e quindi scannerizzando a raggi X le diverse sezioni del cranio, ha potuto dimostrare e ricostruire verosimilmente, i lineamenti del volto di Gesù.  Attraverso diversi passaggi realizza un calco del cranio in argilla e ne modella il volto. Uno studio di squadra accurato permette al team di risalire, attraverso numerosi reperti archeologici al colore degli occhi, e a quello dei capelli.

Contrariamente a ciò che abbiamo immaginato fino ad ora, durante il secolo I° ’secolo greco-romano’ per gli uomini comuni avere la barba e i capelli lunghi non era assolutamente contemplato. Persino i filosofi, pur contraddistinguendosi per la lunghezza della barba, portavano i capelli abbastanza corti. La barba inoltre nell'antichità non era un segno che distingueva il popolo ebreo, se non per i prigionieri, e questo successivamente rese difficile agli oppressori riconoscerli dagli altri.

Gesù poteva avere certo la barba incolta per il suo vagabondare ma se avesse avuto avuto i capelli lunghi sarebbe stato molto criticato dagli ebrei, in quanto queste prerogative appartenevano solo a coloro che avevano fatto il voto di nazireato e pertanto Egli avrebbe dovuto astenersi tra laltro dal bere vino, cosa che invece come descritto dal Vangelo (Matteo capitolo 11, versetto 19), faceva.

Come era allora a quel tempo un uomo ebreo?

Sappiamo che Gesù fosse ebreo, ci è stato confermato anche dalle lettere di Paolo agli Ebrei: "E’ chiaro che il nostro Signore discendeva da Giuda." e in quel periodo aveva circa 30 anni (Vangelo di Luca).

Quale poteva essere il suo aspetto?

Secondo la ricostruzione Gesù era alto circa 150 centimetri e pesava 50 chili. Avrebbe potuto avere con maggior probabilità gli occhi scuri, i capelli ricci e la barba incolta.

Dal momento che Egli lavorò, all'aperto fino a 30 anni come falegname , il suo incarnato era più scuro di quello che immaginiamo, e la pelle più ’invecchiata’, e il suo fisico era sicuramente più muscoloso.

Charles D. Hackett, direttore degli studi episcopali presso la Scuola di Teologia Candler ad Atlanta, ha detto: "Il fatto che, probabilmente, sembrava molto più simile a un semita più scuro di pelle rispetto a ciò che gli occidentali sono abituati ad immaginare, ne sottolinea la sua Universalità“