Tutti ormai conoscono la storia del cane Hachiko, soprattutto dopo il film " Hachiko - Il Tuo Migliore Amico" (2009), diretto da Lasse Hallström. 
Hachi, questo il vero nome del cane, che in giapponese significa "otto", un numero portafortuna (il suffisso "-ko" viene normalmente utilizzato come vezzeggiativo), era un cane di razza Akita Inu, famoso per la profonda fedeltà nei confronti del suo padrone. Hidesaburo Ueno, agronomo e professore presso l'Università di Tokyo, si dirigeva ogni mattina alla stazione ferroviaria di Shibuya per prendere il treno per andare a lavoro. Hachiko lo accompagnava ogni mattina e, all'ora del ritorno, tornava ad aspettarlo. 

Quando, nel 1925, il professore morì, colpito improvvisamente da un ictus mentre era all'Università, Hachi era solo un cucciolo di due anni. Come ogni giorno, alle cinque del pomeriggio, il cane era andato in stazione ad aspettare il suo padrone che tornasse. Ma il professore, ovviamente, non arrivò. Hachi tornò a casa, ma ogni giorno, per i giorni successivi, tornava in stazione alla stessa ora del pomeriggio, sperando nell'arrivo del suo padrone.Il capostazione e le persone che frequentavano la stazione incominciarono a notarlo e cercarono di offrirgli riparo, cibo e acqua. In poco tempo tutto il Giappone sapeva di Hachiko e molte persone si recavano a Shibuya solo per portelo accarezzare o vedere.Nel 1934 venne realizzata nella stazione una statua in bronzo con le sue sembianze dallo scultore Teru Ando e un'altra venne eretta nel suo paese natale, Odate. La statua di bronzo venne poi fusa per affrontare le esigenze belliche della Seconda Guerra Mondiale, ma poi prontamente rifatta, sempre nella posizione in cui aspettava il professore. 
Dopo aver atteso ininterrottamente per dieci anni il ritorno del padrone, Hachiko morì nel 1935 di filariasi. Il suo corpo venne ritrovato in una strada di Shibuya e la sua morte impietosì la comunità nipponica. L'accaduto finì su tutte le prime pagine dei giornali giapponesi e venne istituito un giorno di lutto nazionale per commemorare Hachi e l'immensa fedeltà verso il suo defunto padrone. 

Ora, a ottant'anni dalla sua morte, l'Università di Tokyo ha deciso di onorare la sua memoria realizzando una statua che lo ritrae, finalmente felice, assieme al suo padrone.