"Non sia mai ch’io ponga impedimenti

all’unione di anime fedeli; Amore non è amore

se muta quando scopre un mutamento


o tende a svanire quando l’altro s’allontana.


Oh no! Amore è un faro sempre fisso


che sovrasta la tempesta e non vacilla mai;


è la stella-guida di ogni sperduta barca,


il cui valore è sconosciuto, benché nota la distanza.


Amore non è soggetto al Tempo, pur se rosee labbra e gote


dovran cadere sotto la sua curva lama;


Amore non muta in poche ore o settimane,


ma impavido resiste al giorno estremo del giudizio:


se questo è errore e mi sarà provato,


io non ho mai scritto, e nessuno ha mai amato.."

 

 

Il celebre sonetto 116 è stato pubblicato per la prima volta nel 1609 ed è uno dei più noti d William Shakespeare. Esso è un vero e proprio elogio all'amore vero, fedele, "che non conosce impedimenti"..che non cambia con i mutamenti, che non sbiadisce con il tempo, ma che sa essere costante come "un faro sempre fisso".. Shakespeare, utilizza la metafora "E' la stella-guida" dei naviganti per rafforzare la sua idea di fermezza contro ogni tipo di ostacolo. Il suo linguaggio così deciso fa sembrare questo sonetto quasi un'arringa in difesa dell'amore perfetto, dell'amore che non vacilla mai ma che resiste fino all'ultimo giorno di vita. E proprio il poeta negli ultimi versi afferma che se avesse avuto prova di sbagliarsi sulla perfezione dell'amore, avrebbe fallito come poeta, annullando tutto ciò scritto in precedenza su tale sentimento. Letto in chiave moderna, può sembrare l'esaltazione di un'unione che non conosce crisi. Ma l'amore rimane un mistero troppo grande da racchiudere in pochi versi, ieri come oggi.