Era buio, volteggiavo in aria, fino a che caddi su una terrazza piena di pensieri. La mia.

Un po’ ammaccata per la botta, restai qualche minuto seduta per terra.

Arrivò un uomo con la sua scopa lucente e cominciò a spazzare con vigore.

Gli dissi “Scusa, ma che fai?”

C’era in effetti molto caos e l’uomo continuava tranquillo.

Mi alzai da terra “Che fai? è vero, è tutto in disordine, ma io trovo tutto, sai? so il posto di ogni cosa, di ogni singolo pensiero. Sono in grado di trovare ciò che mi serve”

Lui seguitava a pulire, come se non avessi parlato.

Insistetti “Per favore, non voglio che continui! sono affezionata a questo disordine, mi appartiene e va bene così”

Non mi ascoltava affatto.

Mi arrabbiai “Oh, insomma smettila! È la mia terrazza e tu non hai nessun diritto di stare qui e di toccare nulla”

Mi guardò con calma spiazzante e poi continuò impassibile.

Così, cominciai a vagare per la terrazza, con un umore che balzava dal nervosismo alla rassegnazione. Chi era quell’uomo? E perché si ostinava tanto?

Scorgevo, però, in mezzo alla polvere sollevata, molti dei pensieri che avevo dimenticato, che nel tempo erano rimasti dietro mucchi enormi.

Mi addentrai tra due cumuli e vidi in un angolo quasi nascosto, un pensiero triste, silenzioso e impaurito.

Lo presi in braccio e cominciai a cullarlo, mi venne in mente pure una canzone dolce e gliela cantai.

Mi sorrise subito, cambiò colore, si scaldò e sembrava quasi gli splendesse un’aura dorata intorno. Dopo pochi minuto, mi abbracciò.

“Chi sei? Non mi ricordo di te”

“Sono la tua voglia di vivere e per fortuna sei arrivata! stavo soffocando, mi avevi abbandonato dietro migliaia di problemi”

“Ma cosa dici? Io scordarmi della voglia di vivere… questa è bella! Ti sembro una che non ha voglia di vivere, scusa? Ti sembro forse una che accantona l’energia e si lascia sopraffare dalle cose?”

“Si muore in tanti modi, sai? Soprattutto non comunicando le emozioni”

“Io infatti le comunico benissimo”

“Le comunichi benissimo, beh allora, se ne sei convinta e credi che tutto vada bene, rimettimi dove mi hai trovato e dì a quell’uomo di smettere di pulire!”

“Gliel’ho già detto e non mi ascolta”

“Stavolta dì che te l’ho detto io, ti ascolterà”

“Chi è quell’uomo?”

“E’ mio padre, è la Ragione”

“Tuo padre? La Ragione? Questa poi…”

“E tua madre? Dimmi, chi è tua madre?”

“Mia madre è l’Amore, lei però vive un po’ in tutti gli angoli del corpo, si sposta ovunque ci sia bisogno di lei”

“Vanno d’accordo i tuoi genitori?”

“Non sempre, loro non sono sempre d’accordo su tutto, però quando lo sono, sai, quando lo sono funziona tutto a meraviglia”

“E ora come va? Funziona tutto a meraviglia, secondo te?”

“Certo che sei una tipa simpatica, ma guardati in giro, ti pare che funzioni tutto a meraviglia?”

“Cosa non va? spiegami”

“Perché tutto funzioni, devi buttare via ciò che non serve, alla tua mente e al tuo corpo, e lasciare solo i pensieri che ti rendono felice, solo le emozioni che ti appartengono davvero”

“Solo i pensieri che mi rendono felice… no, questo è un discorso egoistico! La vita è fatta di pensieri felici e pensieri tristi, di emozioni belle ed emozioni pessime. Li conosco entrambi e mi vanno bene, ci convivo da sempre, credimi!”

“Fai pulizia, i pensieri tristi non servono a vivere meglio, ma dici bene, è giusto conoscerli, è giusto saperli affrontare, ma poi VIA!!! Attenta però… a non buttarli via quando c’è vicino a te mia madre, sai lei… tende a non buttare via nulla, mio padre invece butterebbe via tutto, ecco tu devi fare la tua cernita, devi sentirti sgombra. Te ne accorgerai quando la sera arriverai a letto e sentirai la testa leggera. Quando succederà vorrà dire che sei pulita dentro”

“Credo di avere capito”

Diedi un bacio a quel piccolino, presi la scopa, ringraziai quell’uomo e continuai da sola.

 

Elisa Irene Anastasi