L'incredibile magia che si crea intorno a una nonna e un nonno e i loro nipoti quando si incontrano è davvero qualcosa di speciale, difficile da descrivere a parole...

Per i nonni è come diventare genitori un'altra volta, con la differenza che il loro ruolo, ben distinto da quello dei genitori, è dedicato esclusivamente al piacere di stare insieme, al gioco, alla complicità e a qualche innocuo vizio in più che noi genitori non possiamo permetterci di compiere. 

Quanto sapere possono trasmetterci con la loro saggezza...

Fortunati coloro che, diventati adulti, hanno la fortuna di averli ancora vicini...

«Nonnino, nonnino, mi racconti una storia?».

«Io ti racconto una storia piccolo mio, ma tu devi dirmi perché ho trovato il tuo pupazzetto preferito nella pattumiera».

Il bambino distolse lo sguardo da quello del nonno e cercò di trattenere le lacrime che stavano per scivolare via sul suo bel visino.

«Non voglio sgridarti, mi piacerebbe solo capire il perché. Non ti piace più per caso?».

Il piccolo si stropicciò gli occhietti, come di solito fanno tutti i bambini, quando proprio non riescono più a trattenere il pianto.

«Non piangere, su», disse il nonno avvicinandosi e accarezzandolo con affetto, «coraggio, non avere paura di dirmi quello che provi».

«Nonno, non mi piace più perché è tutto rovinato e brutto. Non è più bello come prima!».

Il nonno emise un profondo respiro, prese il bimbo tra le braccia e lo fece sedere sulle sue gambe.

«Adesso ti racconto una storia, ti va di ascoltarla?».

Il bambino smise di piangere e lo guardò incuriosito, facendo cenno di sì con la testa.

Il nonno lo vide più tranquillo e cominciò a raccontare.

«C'era una volta un principino che viveva in un castello meraviglioso e pieno di cose preziose.

Aveva tanti bellissimi giocattoli ed era molto invidiato da tutto il suo regno, ma sai una cosa?».

Il piccolo, con la bocca spalancata completamente incantato e incuriosito dalla voce del nonno, fece di no con la testa in maniera vigorosa.

Il nonno sorrise divertito dalla sua espressione buffa e innocente e continuò.

«Al principino non importava nulla di tutti quei giochi, era tanto affezionato ad un pupazzo di stoffa malconcio, che gli era stato donato alla sua nascita. Ci giocava sin da piccolissimo e lo teneva con sé anche mentre dormiva. Era così malconcio perché aveva vissuto incredibili avventure con lui, accompagnandolo in ogni gioco, dove la fantasia li portava! Era il suo migliore amico, il suo compagno di viaggio. Aveva imparato a guardarlo, ma con gli occhi del cuore! Era questo il vero segreto...».

Il bambino, estasiato dal modo in cui il nonno gli raccontò questa favola, si girò e guardò in direzione del suo più caro amico, scese dalle gambe del nonno e gli prese la mano facendolo alzare dalla sedia.

«Cosa dici, ti sei convinto? Andiamo a riprenderlo?».

«Sì nonno, andiamo a riprenderlo».

Quando guardiamo ciò che ci circonda con gli occhi del cuore, tutto inizia ad assumere un significato diverso....