Sembra proprio che l'istinto degli esseri umani conduca, nonostante tutto, verso la positività, anche nel modo di parlare. Questa scoperta emerge da uno studio condotto dall'università del Vermont che ha dimostrato come l'uso delle parole positive sia predominante su quello delle parole negative in tutte le lingue del mondo. 

Lo studio dell'università del Vermont aveva come obbiettivo la dimostrazione scientifica dell'ipotesi Pollyanna. Si tratta di una considerazione fatta da due psicologi risalente al 1969, secondo la quale negli esseri umani prevarrebbe il desiderio di parlare di cose piacevoli. Il team guidato dal matematico Peter Dodds ha applicato l'approccio Big Data per cui ha preso in esame milioni di parole di molte lingue diverse. Sono stati presi in esame diverse fonti di provenienza delle parole stesse, come i sottotitoli dei film in arabo, i romanzi polizieschi russi, i tweets coreani, le pagine web in cinese, titoli e testi di canzoni in inglese ecc.

Dallo studio è emerso che, malgrado la raffica di insulti presenti sui social network, i notiziari pieni di racconti sui vari disastri planetari e i film carichi di contenuti violenti, ciascuna lingua ha al suo interno una prospettiva di vocaboli tale che la porta a propendere verso l'allegria piuttosto che verso la tristezza.

Entrando nel dettaglio, le 10 lingue tra le più parlate al mondo prese in esame dallo studio condotto dallo Scientific Computing Laboratory dell'università del Vermont, in collaborazione con il National Science Foundation e la MITRE Corporation, sono:  inglese, spagnolo, francese, tedesco, portoghese brasiliano, coreano, cinese semplificato, russo, indonesiano e arabo. 

Successivamente è stato chiesto a delle persone madrelingua di tutte le lingue prese in esame di fare una valutazione per ciascuna delle parole prese in esame apponendo accanto ad ognuna di esse un simbolo riproducente una faccia accigliata o una faccia sorridente. Analizzando tutti i dati è emerso che la lingua spagnola, soprattutto per quanto riguarda i contenuti di siti web, ha avuto la più alta percentuale di faccine sorridenti, mentre i libri in lingua cinese quella più bassa. 

Quello che più sorprende però è un altro dato. Sembra infatti che in ogni aspetto linguistico preso in considerazione l'icona della faccia sorridente sia stata prevalente su quella con la faccia accigliata.

In conclusione è possibile affermare che nella vita quotidiana gli esseri umani usano un linguaggio più allegro che triste!