Leggendo il titolo di questo articolo, immagino, vi chiederete di quale diavoleria si tratti… Vi spiego subito che cos'è la Casa Brutale in questione!

Con il passare degli anni, le persone hanno modificato abitudini, tecnologie, modo di vivere ed anche le case sono cambiate con loro. E’ mutato il modo di viverle, arredarle ed anche di concepirle. Di questo si tratta quando si parla di Casa Brutale: una nuova concezione del nido famigliare.

La Casa Brutale nasce da un’idea degli architetti Laertis Antonios Ando Vassiliou e Pantelis Kampouro Poulos, membri dello studio OPA (Open Platform for Architecture), i quali desideravano creare un ambiente in cui ritrovarsi che fosse lontano dal caos cittadino, completamente immerso nella natura che lo circonda. Da qui l’idea di incastonare l’abitazione in una roccia, come un gioiello, del Mar Egeo per avere una visuale davvero incredibile.

I materiali scelti per la costruzione sono vetro, legno, acciaio e cemento; la Casa Brutale utilizza le capacità geotermiche dl terreno per riscaldarsi, mentre per raffreddarsi si aiuta con la piscina che è posta sul tetto.

Al suo interno si può trovare tutto ciò che si trova nelle comuni case: il solido tavolo da pranzo con relative panchine in calcestruzzo rivestiti in legno, la cucina, il bagno, la camera matrimoniale con un bel letto in legno inserito nel cemento… Il cemento è il materiale principale della casa che, infatti, è composta da 3 lastre di calcestruzzo, mentre il vetro utilizzato è rinforzato e viene usato anche come fondo della piscina situata sul tetto per permettere alla luce naturale di illuminare l’ambiente interno: una casa a tutti gli effetti!

Ma l’impatto sulla natura? E’ davvero minimo, in quanto la residenza diventa letteralmente parte della natura che la circonda senza sporgere dal suolo o rovinare la visione del luogo.   

Perché, però, si è pensato al nome Casa Brutale? Un nome un po’ strano in realtà che deriva, comunque, dal Brutalismo, ovvero una corrente artistica (architettonica per essere precisi) degli anni ’50 a cui Vassiliou e Poulos si sono ispirati cogliendone i tratti essenziali:

  • massiccio utilizzo del cemento che, ben lavorato, dà importanza alla costruzione;
  • il contatto fisico reale tra abitazione, terra ed acqua;
  • utilizzo di materiali grezzi, non troppo lavorati o particolari per rendere l’ambiente in cui si vive davvero essenziale.                                         

Cosa ne pensate? Sarebbe bello poter vivere in un simile paradiso dove non serve nemmeno la televisione o la radio perché lo spettacolo lo offre la natura… a qualunque ora!