Negli ultimi anni, giustamente, si è fatta molta propaganda al riciclo e alla raccolta differenziata di materie plastiche. Ma non dimentichiamoci di dare spazio anche ad una delle forme di riciclo più antiche, efficaci e nobili: il semplice riutilizzo di contenitori di vetro.Lo facevano le nostre nonne bollendo le bottiglie e i barattoli per le conserve, e lo si fa ancora anche a livello industriale con processi di sterilizzazione semplici ma efficaci: viene lavato a temperature altissime e torna come nuovo, igienicamente sicuro al 100%.
Una bottiglia in vetro, lavata e riutilizzata riesce ad essere usata fino a 80 volte, mentre per riutilizzare una bottiglia in plastica (PET) a scopi alimentari è necessario, per legge, un ben più complesso e costoso processo di depolimerizzazione chimica, la classica polverizzazione meccanica e fusione è infatti idonea solo per ricreare oggetti non destinati a contenitori alimentari.

Anche nel caso in cui dovesse rompersi, il vetro è riciclabile al 100%, quindi dai cocci può nascere una bottiglia identica alla prima.

Ma ci sono anche altri motivi per cui sarebbe preferibile consumare acqua in vetro anziché in plastica:

Il vetro, non rilascia alcun tipo di particelle in acqua o nelle bevande nella bottiglia contenute, mentre la plastica, soprattutto se lasciata al sole, può rilasciare sostanze che nuocciono alla salute.

Nonostante il PET non contenga ftalati a discapito di quanto il nome completo della molecola lascerebbe dedurre, alcuni studi evidenziano che però potrebbe rilasciaredistruttori endocrini nell'acqua, sopratutto in condizioni di stoccaggio prolungato e ad alte temperature.
Non che consumare acqua in PET rappresenti un rischio per la salute, intendiamoci, il PET è un materiale che possiede tutte le autorizzazioni sanitarie del caso, e non rappresenta assolutamente un rischio: non c'è da allarmasi in alcun modo. Questo articolo sostiene semplicemente la superiorità qualitativa del vetro, che indubbiamente è in grado di lasciare l'acqua molto più pura da un punto di vista organolettico anche se lo stoccaggio non avviene in condizioni ideali.

Il rilascio di particelle è altresì riscontrabile al sapore. Non a caso infatti, non è raro trovare ristoranti di qualità che preferiscano servire solo acqua in vetro piuttosto che in PET. La differenza di sapore riscontrabile nella Coca-Cola in vetro rispetto a quella stoccata in plastica o in alluminio (che pure può rilasciare particelle nel liquido) è un altro esempio la cui sperimentazione empirica è alla portata di tutti.

La novità positiva è che molti supermercati, dietro richiesta di alcuni clienti, stanno aderendo all'iniziativa del buon vecchio “vuoto a rendere”: si acquista, si paga il prodotto più la bottiglia e al momento della restituzione vengono resi dei centesimi, pari al valore del costo della bottiglia. È un’iniziativa da cogliere al volo, non fosse tanto per la questione economica, quanto per quella ecologica, dato che il prodotto viene solo lavato e non ricreato.

Il riutilizzo è più economico e meno dispendioso energeticamente.
L’altra novità è che in diverse città sono stati attivati dei comodi servizi di consegna a domicilio che fanno vuoto a rendere per l'acqua disponibili non solo per la ristorazione ma anche per i privati, servizi che oltre a fornire acqua in vetro, in genere, vendono anche altri prodotti genuini, ritirati direttamente dalle aziende agricole di zona.

E allora… per una società più trasparente, viva il vetro!