Il pericolo peggiore che si corre durante un conflitto armato consistere nel perdere la propria umanità. Questo non è accaduto ad Alaa, un uomo che vive ad Aleppo e che quando tutti hanno iniziato a scappare ha deciso invece di restare e di prendersi cura dei gatti abbandonati.

La guerra in Siria è una realtà terribile che si svolge quotidianamente nell'indifferenza quasi totale del resto del mondo. Nonostante sporadicamente se ne torni a parlare sembra che la morte di centinaia di migliaia di civili, la maggior parte della quale bambini, non faccia notizia.

Tutto quello che sappiamo riguarda l'ondata di persone in fuga che cerca rifugio in Europa passando per la Grecia; persone che spesso ci danno fastidio e consideriamo invasori.

Forse siamo stanchi di brutte notizie, di orrore e morte: ma la guerra in Siria è fatta anche di luminose scintille di speranza, di storie che parlano di amore e fratellanza, che parlano di un futuro possibile. Una di queste storie è quella di  Mohammad Alaa Aljaleel meglio noto come "il gattaro di Aleppo".

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Alaa vive ad Aleppo e prima della guerra faceva l'elettricista. Quando è iniziato il conflitto ha iniziato a vedere la sua gente che moriva. Quelli che riuscivano a sopravvivere fuggivano, ma tanti sono rimasti, intrappolati in una realtà di dolore e miseria. 

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Lui e la sua famiglia avrebbero potuto a loro volta andarsene, ma Alaa ha deciso diversamente. Ha pensato che avrebbe potuto essere più utile lì, vicino ai suoi fratelli sofferenti... a due e quattro zampe.

Si è messo alla guida di un'autoambulanza per portare soccorso dopo i bombardamenti, e girando per la devastata Aleppo ha notato un gran numero di gattini abbandonati. I loro padroni erano fuggiti, loro erano spaventati e senza una casa.


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Chi prova compassione, la prova per tutte le creature viventi. Alaa ha cominciato a darsi da fare anche per quelle povere bestiole smarrite, completamente innocenti davanti alla crudeltà dell'uomo. Le ha sfamate e ha cercato per loro un rifugio

Un giorno sui social network è stato contattato da Alessandra Abidin. Lei vive a Cremona ed ha origini arabe, aveva perduto da poco il suo amatissimo micio Ernesto e cercava un modo per onorarne la memoria.

Tra Alessandra e Alaa si è creata una stretta collaborazione: lei ha creato la pagina Facebook "Il gattaro d'Aleppo" per trovare aiuti per la nutrita colonia felina di Alaa e lui continua la sua opera costante di aiuto e sostegno a chi ne ha bisogno, felino o umano.


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Sul gruppo Facebook è persino nata l'ipotesi di candidare Alaa al premio Nobel per la Pace. Forse qualcuno penserà che sia troppo per un uomo che non fa altro che prendersi cura di gatti, ovvero di animali. Ma, come dice lo stesso Alaa,

Considero gli animali e gli esseri umani uguali. Sentono il dolore e meritano compassione allo stesso modo
Ogni vita è importante, specie quando la morte sembra aver preso il sopravvento. La coraggiosa battaglia di Alaa ci ricorda che anche nell'ora più buia l'umanità deve risplendere per indicare una nuova via, fatta di aiuto reciproco tra tutte le creature viventi.


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Un uomo che coltiva il suo giardino, come voleva Voltaire. Chi è contento che sulla terra esista la musica. Chi scopre con piacere una etimologia. Due impiegati che in un caffè del Sud giocano in silenzio agli scacchi. Il ceramista che intuisce un colore e una forma. Il tipografo che compone bene questa pagina che forse non gli piace. Una donna e un uomo che leggono le terzine finali di un certo canto. Chi accarezza un animale addormentato. Chi giustifica o vuole giustificare un male che gli hanno fatto. Chi è contento che sulla terra ci sia Stevenson. Chi preferisce che abbiano ragione gli altri. Tali persone, che si ignorano, stanno salvando il mondo.  ("I Giusti" di Jorge Luis Borges)