Questo bambino è affetto da una rara malattia genetica, la "sindrome di Williams" che volendola riassumere scientificamente è caratterizzata da un ritardo di crescita fisico e 'mentale'. 

Il 'cuore' dei bambini affetti da tale patologia congenita è  molto piccolo delicato - il ritardo nello sviluppo comporta spesso la  stenosi aortica -  ma, in un senso umano, il loro Cuore è invece grandissimo.

No, non sto usando infondatamente questa frase fatta: scientificamente è comprovato che i bimbi affetti da questa sindrome sviluppano una personalità "estremamente socievole", un cuore sconfinato.


Nei cataloghi medici questo loro essere "estremamente socievoli" è descritto come un sintomo: una carenza di difese e inibizioni sociali, che li mette in pericolo nel mondo, ma se ci ragioniamo su da un punto di vista spirituale ed empatico leggere questo loro 'sintomo' come una qualità superiore, come un bisogno infinito di affetto e contatto con il prossimo, che potremmo benissimo definire 'un cuore puro', aperto, ed estremamente bisognoso d'amore, bisognoso a livelli talmente elevati da essere fuori dal mondo, bollato quindi come "ritardo mentale" e paradossalmente quindi ancora più escludente dalle attività sociali. 

E allora - putroppo - spesso questi bambini non trovando al mondo altre anime - eccetto i genitori e i parenti stretti - così disponibili a comprenderli e ricambiarli in questo estremo bisogno di affetto, trovano compagni fidati negli animali, con i quali instaurano un rapporto speciale.

Nel video non possiamo fare a meno di meravigliarci guardando come il bambino riesca trasformare questo problema quasi in un "dono", tanto che, ciò che ci meraviglia è come il cavallo sembra 'sentirlo', comprenderlo, e volersi avvicinare per dargli l'affetto che merita.

 Un'emozione si accende in noi quando riusciamo a scorgere la potenza di questa dolcezza, il divino dietro tutto ciò, se riusciamo percepire come e quanto il piccolo riesca a "comunicare" davvero con il cavallo, creando una magica e dolcissima atmosfera empatica: un'abbraccio tenerissimo, comprensibile solo a quegli umani che il cuore lo usano non solo per pompare il sangue, ma anche per ascoltare l'impercettibile ai sensi.

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