Quella del 26 giugno 2015 è una data storica, che segna un passo importante nella storia dei diritti civili: è il giorno in cui la Corte Suprema degli Stati Uniti d'America si è pronunciata per sancire l'importanza del matrimonio, riconoscendolo come un diritto fondamentale per il cittadino. Diritto che non fa discriminazioni e differenze e che mette sullo stesso piano le nozze etero e quelle gay.

Sebbene le nozze gay fossero vietate in 13 dei 50 stati americani, la decisione storica della Corte coinvolge indiscriminatamente tutti gli stati che fanno parte degli USA.

Il presidente Obama lancia su Twitter l'hashtag "LoveWins" (l'amore vince) per rimarcare l'importanza di questa vittoria.

Un passo decisivo, importante, che funge da ispirazione per quei paesi che ancora non possono accettare -a causa di resistenze ideologiche interne- l'unione fra persone dello stesso sesso.

Un passo che dimostra come quello del matrimonio sia un concetto giuridico che -lo si voglia o no- è soggetto a subire cambiamenti a causa delle trasformazioni sociali.

La conclusione che se ne può trarre, è che gli USA hanno deciso di accettare queste trasformazioni, adeguando la giurisprudenza (non senza resistenze interne provenienti dall'ala conservatrice, ovviamente) ai cambiamenti sociali.