Avete letto bene, la mozzarella di bufala campana si tinge di nero. L’idea geniale è venuta all'imprenditore casertano Umberto D’Angelo, titolare di un’azienda casearia sita a Cancello ed Arnone.  Il casaro, dopo non poche difficoltà, è riuscito ad ottenere la mozzarella di bufala nella giusta tonalità di nero senza che il sapore ne fosse compromesso. Lo stesso casaro campano ci racconta: «ho preso l’ingrediente principale il carbone attivo e per alcuni giorni ho cominciato a provare per dargli il colore giusto, ma non mi riusciva bene, ero convinto di potercela fare ed ho insistito ancora per qualche giorno fino a quando ho ottenuto il risultato che desideravo sia come colore che come sapore.»”

È proprio il carbone vegetale, che è sempre più usato in cucina, a far balenare nella mente di Umberto D’Angelo l’idea che potesse essere inserito nella preparazione della mozzarella di bufala. Sappiamo che il carbone vegetale ha tante benefici, soprattutto per ciò che riguarda il processo digestivo, limitando il fastidiose gonfiore addominale ed intervenendo nei casi di meteorismo.  Il carbone vegetale può essere acquistato in erboristeria sotto forma di compresse, ma non è raro trovarlo nei negozi come ingrediente nella preparazione di pane o pizza o addirittura nelle brioches del mattino.

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tripadvisor.co.uk Ed ecco che, assaggiando il pane al carbone vegetale, il casaro campano ha pensato di aggiungere il  carbone attivo vegetale alla mozzarella di bufala. In questo modo la mozzarella diviene più facilmente digeribile (aspetto importante per coloro che mal metabolizzano i derivati del latte), apporta benefici all’apparato intestinale e addirittura provoca una diminuzione del colesterolo. Tutti questi benefici sono stati certificati dopo un’attenta ed accurata analisi del prodotto.

Il brevetto, ed il marchio, della mozzarella di bufala nera sono stati debitamente registrati e depositati con il nome di “Nera di Bufala”.  Appena avviata la campagna promozionale sono subito pervenute in maniera massiccia le prime richieste dall’estero: Francia, Germania e Svizzera, ma non mancano nemmeno le richieste e gli utilizzi da parte dei ristoratori Italiani, che oltre che per i noti benefici hanno scelto il prodotto per comporre nuovi piatti o aggiungere un tocco di colore a quelli esistenti (immaginate una caprese rossonera? o una gustosa treccia bianconera?).

Va quindi un plauso all’imprenditore Umberto D’Angelo che ha avuto il coraggio e la capacità di avventurarsi in questa impresa, la cui riuscita non era scontata, risollevando così un settore in difficoltà, e giovando allo stesso tempo all’economia territoriale.  

Dovremo abituarci pertanto a vedere, vicino alla classica mozzarella di bufala bianca, anche la versione nera e, perché no, dovremo fare l’abitudine a vederla sopra la classica pizza napoletana o nell'insalata caprese.

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