Il tema della violenza sessuale è sempre molto difficile da affrontare e impossibile da chiudere, ma è possibile trovare del 'bello' in un argomento del genere? La fotografaPatricia Willocq, candidata per gli Alfred Fried Photography Award 2015, sembra esserci riuscita. 'Look at me I am beautiful' sarà in grado di far comprendere fin dal primo sguardo quanto l'animo umano possa mettere a nudo sentimenti forti e contrastanti.

(Esther e il mondo)

I protagonisti sono loro, gli uomini e le donne che entrano a far parte di quel microuniverso che si forma a seguito di una violenza: sono le donne che non si sono fatte sconfiggere, le famiglie, e i figli nati dalla crudeltà umana ma che meritano di addossarsi le colpe dei padri. Il progetto è stato semplice, eppure tremendamente umano e perspicace. Attraverso la fotografia Patricia è riuscita a raccontare la storia di una ipotetica bambina, Esther, che non si è mai abbattuta ed è riuscita a crescere in un mondo dove nessuno l'ha rinnegata per ciò che era: la figlia di uno stupro.

(A scuola)

Per anni la città di Goma, nella Repubblica Democratica del Congo dove le fotografie sono state scattate, è stata vittima della guerra , una silenziosa e di cui non si parla mai abbastanza dove, molto spesso, gli uomini stessi diventavano armi per spaventare e sottomettere al meglio la popolazione. Recenti iniziative locali hanno cominciato ad alzare il velo sugli esiti di questi scontri, al fine di permettere alle vittime di riprendersi la propria vita e dignità. I modelli degli scatti non sono tanto diversi da lei, dopotutto, ogni uomo e donna presente ha vissuto la sua stessa storia (chi figlio e chi violentata) e, lungo gli anni della sua crescita, la sorreggono e dimostrano qual'è il vero significato della parola unità. Esther è sempre al centro e sempre circondata da uomini che, diversamente da chi ha violentato la madre, la sorregge e protegge.

(Il matrimonio)

(La famiglia si amplia)

(Tutte le Esther di una vita)

Non ci sono cattivi o buoni in queste foto, solo esseri umani uniti dallo stesso destino, intenzionati a vivere più che mai.