Quando si perde una persona amata non è facile trovare il modo di elaborare il lutto. C’è chi piange, chi cade in depressione, chi viene invaso dalla rabbia. Solo il tempo, dicono, lenisce un po’ il dolore e rende sopportabile la separazione.

Ma c’è anche chi nel dolore di una perdita trova nuova linfa vitale, uno stimolo creativo dettato dal desiderio di non far smarrire la memoria della persona amata che non c’è più. Questo è il caso di Maria Aristidou, una giovane artista che vive a Cipro e che negli scorsi anni si è fatta conoscere per le sue opere sempre nuove e stravaganti.

Nel 2015 Maria ha perso sua nonna, alla quale era molto legata, e le sembrava di non riuscire a farsene una ragione. Così un giorno ha preso a ritagliare farfalle. Perché? Non c’era una ragione precisa che legasse sua nonna alle farfalle, ma questi insetti sono pieni di grazia e bellezza, sembrano essere la rappresentazione tangibile di un’anima che si invola al cielo.

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Maria ha iniziato e non si è più fermata: mentre tagliava piangeva, rammentava i tanti bei momenti condivisi con la nonna, ricordava il tocco gentile della sua yiayia. Le farfalle prendevano vita tra le sue mani, venivano incorniciate, messe sotto vetro, diventavano leggere sculture che raccontavano della dolce malinconia che si prova quando non si ha più accanto una persona cara, ma la si sente ancora presente.

In appena un mese Maria ha creato una nuova forma d’arte: stampa le sue farfalle, le dipinge, le taglia con cura, le compone in bizzarri voli verticali, in nuvole variopinte. A volte taglia le pagine dei vecchi libri a forma di farfalle e le unisce alle altre: per lei è un modo di donare nuova vita a qualcosa che possiede un saggezza antica e intrinseca.

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Tutto questo lei continua a farlo per la nonna, per il nonno, per il papà, che ora non sono più ma che lei continua a far vivere nelle sue composizioni. Il suo negozio a Larnaka è ora pieno di farfalle, che mantengono vivo il legame che unisce le une con le altre le persone che si amano e che niente può spezzare, nemmeno la morte.

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“Grazie nonna, grazie nonno, grazie papà” dice Maria, tra un sorriso e una lacrima “Quello che sono oggi lo devo solo a voi”. Ed è così che la memoria di chi non c’è più resta viva nel cuore di ognuno di noi.

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YouTube / Maria Aristidou