La rete internet è una grande risorsa per tutti noi: all’interno del web possiamo trovare tante notizie utili e possiamo raggiungere ogni luogo nel mondo. Ma, come ogni cosa, nasconde un lato oscuro, e c’è chi è sempre pronto a sfruttarlo.

Blue Whale” è il nome di un pericoloso “gioco” che si è diffuso in rete tra i più giovani. Si entra a far parte di una cerchia di contatti, che si definiscono gli uni con gli altri “balene”. C’è un master, che enumera delle regole e dei compiti da eseguire.

Questi compiti si fanno sempre più macabri man mano che si va avanti: ingiungono al ragazzo di auto infliggersi delle ferite, di stare con i piedi penzoloni in cima ad edifici molto elevati, di guardare per ore film horror e di ascoltare musica psichedelica. 

L’ultimo atto che si deve compiere per completare il “gioco” è il suicidio: “saltate da un edificio alto. Prendetevi la vostra vita”.

Al fenomeno “Blue Whale” sono stati attribuiti centinai di suicidi negli ultimi anni in Russia; più di recente si è cominciato a parlarne anche in Italia, dove sembra che alcuni giovani si siano uccisi per lo stesso motivo.

Fonte: reveliststatic.com share

Alcuni dicono che il “Blue Whale” sia solo una fake news, una delle tante leggende metropolitane che nascono nei meandri del web; altri che si tratta solo di una trovata pubblicitaria volta a raccogliere click. Solo una cosa è certa: che i suicidi tra i giovani accadono, con una frequenza sempre più preoccupante.

Allora, più che sull’esistenza o meno del network Blue Whale, ci si dovrebbe chiedere quale sia il disagio che vivono i giovani d’oggi. Ci si potrebbe avvicinare alla risposta interrogandosi sul curioso nome che  stato scelto per questo “gioco al suicidio”.

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Le balenottere azzurre (questo, letteralmente, il significato dei termini “blue whale”) sono dei cetacei che a volte, quando un esemplare perde il branco e si ritrova solo e smarrito, commettono suicidio. La balena, senza cause esterne ma di sua propria volontà, va a spiaggiarsi, e piano piano muore.

Anche i nostri ragazzi hanno perduto il branco: hanno perduto il senso di comunità e fratellanza e il web spesso, anziché contribuire a farli sentire meno soli, riesce solo ad acuire il loro malessere.

Per fortuna però ci sono anche iniziative diverse, anch’esse veicolate dalla rete, che spingono in tutt’altra direzione. Come ad esempio la “Balena Felice” del giovane cantautore Gio Evan. Gio Evan ha scritto sulla sua pagina Facebook 21 “regole della felicità”, piccole azioni che possiamo compiere ogni giorno per stare meglio.

Fonte. luciaberdini.it

“Sorridi ad almeno 7 sconosciuti”, “compra un fiore e regalalo a chi vuoi”, “ascolta Redemption Song di Bob Marley” sono solo alcuni dei suggerimenti che vengono dati; e l’ultimo è semplicemente “sii felice oggi, sii felice sempre, la vita è bellissima”.

Gio Evan ci ricorda anche un’altra cosa importante: non lasciamo i nostri ragazzi soli davanti allo schermo di un computer. Così come è bello navigare in rete e scoprire tante cose nuove, altre volte è bello semplicemente spegnere il cellulare, o chiudere il pc, e uscire al sole a ricordarsi che la vita è davvero meravigliosa, e che non siamo mai abbandonati a noi stessi perché facciamo parte di una grande famiglia, l’umanità intera.