Immagina una famiglia bella e spensierata, formata da una mamma, da un papà e tre deliziosi figlioletti. Immagina una vacanza sognata tanto a lungo in Thailandia, un momento di gioa e festa per tutto il nucleo familiare. Poi, immaginate il vuoto, la tragedia e la fine della vita di sempre.

La famiglia Bloom era in vacanza quando Sam, la mamma, ebbe un terribile incidente. Era appoggiata ad una balconata quando la fatiscente ringhiera cedette sotto il suo peso: cadde per un’altezza di due piani. Non morì ma le ferite che riportò erano gravissime.

Aveva un trauma cranico e un polmone perforato, ma soprattutto la sua colonna vertebrale era a pezzi. Le fu detto che non avrebbe più potuto camminare.

Dopo sette mesi di degenza ospedaliera Sam tornò a casa ma non era più la donna di un tempo. Si era chiusa in se stessa, era depressa e arrabbiata: voleva indietro la sua vita di prima, ma questo era impossibile. Rifiutava l’aiuto dei familiari e degli amici più cari. Giorno dopo giorno si stava spegnendo, e in casa Bloom non ci furono più risate ma solo lacrime.

Poi un giorno il marito di Sam in giardino trovò una piccola gazza implume. L’uccellino era caduto dal nido, era debilitato e affamato, aveva un’ala rotta. La famiglia Bloom aveva dimestichezza con la sofferenza e decise di adottare la gazza che fu chiamata Penguin per via dei suoi colori, bianco e nero.

Fonte: TheGuardian
Non c’erano tante speranze che Penguin sopravvivesse : i Bloom non si aspettavano che superasse la notte ed erano pronti a seppellirla in giardino. La sfamavano ogni due ore, dandosi il cambio, come era stato detto loro di fare . Con infinita pazienza si presero cura tutti insieme, Sam compresa, di quella fragile creatura.
Fonte: TheGuardian

E il miracolo avvenne: poco alla volta Penguin migliorò. Era ancora troppo debole e inesperta per volare via, ma i Bloom le costruirono un nido e la tennero ancora. Non vollero metterla in gabbia, ma lei non provò mai a fuggire: anzi, diventò a tutti gli effetti parte della famiglia.

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Si infilava a letto con i bambini, leggeva con loro, faceva mille piccole stravaganze che deliziavano tutti e riportarono il sorriso a casa Bloom. Persino sul volto di Sara.

Era evidente che tra Sara e Penguin si era creato un legame speciale, forse per via della loro sorte comune. Prendendosi cura di Penguin, Sara riprese anche a prendersi cura di sé. Accettò la sua condizione, irrobustì il suo fisico, prese a praticare kayak. Infine divenne una campionessa paraolimpionica.

Fonte: TheGuardian

Intanto anche Penguin aveva allargato le sue ali e un giorno volò: un breve volo nel salotto di casa Bloom che fu il preludio della sua ritrovata libertà. Penguin volò via, non senza prima aver salvato chi aveva voluto salvare lei.

Sara ha scritto un libro sulla sua storia, convinta che gli angeli scendono sulla Terra in varie forme. Dice di non sapere dov’è oggi Penguin, ma di essere certa che è diventata una madre fantastica e che ha costruito un nido tutto suo. 

Fonte: TheGuardian

Penguin ora vola in un cielo azzurro e profondo: ha dimostrato che nel mondo c’è più amore di quanto sia possibile immaginare, e che non importa quanto ci possiamo credere finiti o spezzati. L’amore dato e ricevuto riesce sempre a renderci di nuovo interi.

L’ultimo atto di amore i Bloom lo hanno fatto lasciando Penguin libera: sentono molto la sua mancanza ma il suo destino era quello di volare senza restrizioni. Ma c’è un luogo che non abbandonerà mai, ed è nel cuore di ognuno dei componenti della famiglia Bloom e anche nel tuo, ora che hai conosciuto la sua piccola ma grande storia.