C’era una volta un bambino... potremmo iniziare questa storia come se fosse una favola, anche se non ci sono nè draghi nè cavalieri. Anzi, un cavaliere forse c’è: un uomo buono che aveva come compito istituzionale il dovere di difendere i deboli e gli indifesi, e una volta lo ha fatto in un modo molto speciale.

Perchè sai, non sono solo i nostri corpi che possono trovarsi in pericolo: a volte il pericolo maggiore lo corrono le nostre anime. Quando subiamo un grande dolore possiamo diventare aridi, chiuderci in noi stessi. Solo un intervento esterno può aiutarci a ritrovare gioia e speranza.

Immagina cosa può capitare ad un bimbo di cinque anni che perde la sua mamma e che viene abbandonato a se stesso: potrebbe crescere triste, solitario e rancoroso. A meno che qualcuno non torni a far splendere il sorriso sul suo volto di bambino.

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Jerry aveva 5 anni e un brutto giorno la sua mamma era andata in ospedale e non era più tornata. Il suo papà gli aveva detto solo che la mamma era volata in cielo. Ma Jerry aveva voglia di avere un altro abbraccio da parte sua, la voleva rivedere, e non capiva perchè lei non potesse tornare almeno per un minutino per giocare ancora un po’ con lui.

Pensa che ti ripensa, un bel giorno Jerry ha trovato la soluzione al suo problema: sua mamma doveva aver smarrito la strada! Così chiamò la Polizia. All’altro capo della cornetta c’era Tommy, un anziano poliziotto che in vita sua, sulle strade, ne aveva visti di tutti i colori.

Tommy era un uomo sbrigativo, non aveva tempo da perdere e di buontemponi in giro ce n’erano tanti. Quando sollevò la cornetta delle emergenze e dall’altra parte nessuno parlava si stava già innervosendo... fino a che una vocina flebile non raggiunse le sue orecchie.

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Jerry spiegò il suo problema: la sua mamma era in Paradiso, gli avevano detto, ma lui voleva rivederla. Anziché liquidarlo con male parole o con poche frasi di circostanza Tommy prese molto sul serio la segnalazione del piccolo. Raccolse i suoi dati e trattò il caso come se si trattasse davvero di una persona scomparsa; poi diede al bimbo un consiglio.

Gli suggerì di comprare un palloncino rosso, di scrivere un biglietto alla sua mamma e di attaccarlo al palloncino. Poi doveva farlo volare in cielo, così lei lo avrebbe letto. E così Jerry fece, ubbidiente.

Passò del tempo e il piccolo chiamò di nuovo Tommy: era molto triste perché, nonostante avesse seguito alla lettera le istruzioni del poliziotto, sua mamma non gli aveva mai risposto. E lui desiderava sempre di più quel famoso abbraccio.

Tommy capì che non poteva abbandonare Jerry: parlò con la sua maestra, cercò di capire com’era fatto, e poi pensò di fare qualcos’altro per lui. Prese tutti i suoi colleghi, riempì le machine e le motociclette della Polizia di palloncini rossi e andò a casa di Tommy.

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Gli disse che la sua mamma gli aveva risposto: che era orgogliosa di lui, che si stava comportando bene, che lei lo amava molto e che sentiva la sua mancanza, ma doveva viaggiare ancora.

Poi, dal giorno successivo, Tommy cominciò a lasciare dei piccoli regali fuori dalla porta di Jerry. Insieme metteva un bigliettino, fingendo che quei doni fossero da parte della mamma. Nei messaggi metteva parole di incoraggiamento e pensieri affettuosi.

Lentamente Jerry si abituò a non poter vedere più la sua mamma e i suoi disegni cambiarono: da tristi e cupi si riempirono di nuovo di sorrisi.

Tommy gli aveva fatto un dono grande : quello della capacità di saper lasciare andare chi non possiamo trattenere, ma anche di conservarne il ricordo.

Questo che segue è il video che la Kingston ha realizzato sulla storia di Jerry e Tommy, che è del tutto vera. Perchè un bravo poliziotto sa che si può  salvare la vita di una persona in tanti modi diversi, e non solo brandendo una pistola.

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