Siamo nel 2017 e sembra che sia rimasto ben poco capace di stupire noi contemporanei; ma ciononostante ci sono spettacoli antichi quanto l’Universo che continuano ad affascinarci esattamente come facevano millenni fa con i nostri antenati.

Pensiamo ad esempio alla data del 10 agosto quando, secondo il calendario cattolico, si festeggia San Lorenzo. Ciò per cui noi tutti ricordiamo questa data è per via di un fenomeno astronomico noto come “le lacrime di San Lorenzo”. 

UNO SCIAME DI METEORE CHE CHIAMIAMO “STELLE”

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Scientificamente parlando, il fenomeno non si esaurisce in un solo giorno ma dura per un paio di settimane, dalla fine di luglio fino a metà agosto inoltrato. Si tratta di uno sciame meteorico che attraversa l’atmosfera terrestre dando vita al suggestivo spettacolo delle stelle cadenti. Le stelle cadenti si possono ammirare sempre, ma solo in questo periodo dell’anno con tale intensità.

La cometa che attraversa l’atmosfera terrestre si chiama SwiftTuttle e noi possiamo vederla solo di rado: l’ultima volta è stato nel 1992 e la prossima sarà nel 2126. Ciò che vediamo sono però i frammenti della sua coda, che entrando a contatto con la Terra si infuocano e piombano verso il basso, dando vita a scie luminose che noi chiamiamo “stelle cadenti”.

Le meteore che si staccano dalla cometa Swift-Alley sono dette Perseidi perchè provengono dalla parte del cielo in cui si trova la costellazione di Perseo, nel settore Nord-Est. Vennero osservate per la prima volta in modo scientifico nel 36 d.C. dai Cinesi, e fu un italiano a trarre le più precise osservazioni astronomiche su di loro, Giovanni Virgilio Schiapparelli, nella seconda metà dell’Ottocento. 

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Nel corso dei secoli la mente umana ha via via associato questo fenomeno a diverse figure: per gli antichi romani quelle stelle erano lo sperma del dio Priapo, che scendeva a rendere fertile la Terra. La Chiesa Cattolica, in seguito, ha associato il fenomeno al Santo Lorenzo, che fu martirizzato venendo arso vivo su una graticola. Le stelle sono le sue lacrime

Eppure noi guardiamo quelle stelle, che stelle non sono, con speranza e fiducia. Se poi siamo dei prosaici e non esprimiamo alcun desiderio, resta il fatto che il privilegio di poterle osservare riempie il cuore di stupore e meraviglia infantili.


COME OSSERVARE LE STELLE DI SAN LORENZO 

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Ma veniamo al sodo: come fare per poter osservare il fenomeno della pioggia di stelle cadenti? A detta degli esperti quest’anno siamo particolarmente fortunati. Di solito la luna interferisce con la sua luminosità, ma quest’anno sarà appena al primo quarto e tramonterà presto.

Quindi la regola numero uno è: tira tardi. Le stelle si osservano meglio a notte inoltrata. Il picco previsto è per il 12 di agosto, ma i due giorni prima e i due successivi sono comunque favorevoli. 

Regola numero due: scegli un posto isolato e poco luminoso. Le città sono proibitive per l’osservazione delle stelle, troppo inquinamento luminoso. Montagna, campagna o meglio ancora mare aperto sono le location ideali.

Regola numero tre: spegni smartphone e tablet. I tuoi occhi si devono abituare al buio e ci mettono almeno 20 minuti. Anche accendere un attimo lo schermo del telefonino significa renderti “cieco” alle stelle per il successivo quarto d’ora.

Regola numero quattro: pazienza! Ci vorrà del tempo prima che tu riesca ad avvistare una stella che cade, ma poi si susseguiranno l’una all’altra. E sarà uno spettacolo capace di incantare anche i cuori più aridi.

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