Molte ragazze anche in Italia decidono di guadagnare qualcosina, magari mentre ancora stanno studiando, facendo le baby sitter. Badare al bambino di qualcun altro è un compito delicato, e spesso tra la bambinaia e il suo assistito nasce un legame speciale, come testimonia la storia di Kiersten Miles e di Talia.

Kiersten vive in New Jersey ed è una studentessa universitaria di 22 anni che per contribuire alle spese della famiglia la scorsa estate decise di proporsi come baby sitter. Grazie ad amici in comune incontrò la famiglia Rosko, che aveva tre figli, due maschietti e una femminuccia: Talia.

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Kiersten fu subito avvisata che Talia richiedeva delle cure speciali: quando non aveva che nove settimane di vita i medici avevano scoperto che soffriva di una rara patologia al fegato, che l’avrebbe uccisa prima che compisse due anni di vita se non avesse trovato un donatore per un trapianto di fegato.

I Rosko erano in lista di attesa e ora non potevano fare altro che pregare che si trovasse al più presto un donatore. Non potevano sapere che le loro preghiere sarebbero state esaudite da un angelo un po’ speciale, piombato proprio in casa loro.

Kiersten non solo non si fece spaventare dall’idea di dover assistere una bambina malata, ma fin dal primo minuto cominciò a chiedersi come potesse aiutarla. “Lei non poteva ancora parlare” ha detto Kiersten “perciò dovevo essere io a capire come fare per farla stare meglio”.

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Da brava studentessa, la giovane si mise a studiare, scoprendo ben presto che il trapianto di fegato può avvenire anche da un donatore ancora in vita: basta infatti asportare una piccola porzione dell’organo. Non si tratta di un intervento semplice o scevro di pericoli, ma per molte persone malate è l’unica opportunità per la sopravvivenza.

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Anche se Kiersten conosceva Talia solo da pochissimo tempo, non ci mise molto a prendere la sua decisione, che comunicò prima a sua madre, ricevendone l’incondizionato appoggio, e poi alla famiglia Rosko. Se compatibile, avrebbe donato lei parte del suo fegato a Talia.

La madre della ragazza disse solo che non si sarebbe aspettata un comportamento diverso da sua figlia; i Rosko invece, per quanto increduli davanti ad un’offerta tanto generosa, cercarono di farla desistere in ogni modo. Ma Kiersten era inamovibile: disse di aver ponderato bene la sua scelta.

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Sapeva che correva dei rischi, sapeva che avrebbe portato per tutta la vita una lunga cicatrice, sapeva che se, in futuro, avesse avuto un figlio malauguratamente bisognoso di un trapianto di fegato, lei non avrebbe più potuto donare il suo. Detto questo, Talia era comunque più importante.

Dopo i controlli del caso, si appurò che Kiersten e Talia erano compatibili, e nel gennaio nel 2017 si è svolto l’intervento. Al risveglio l’unica cosa di cui la baby sitter si preoccupava era la salute di Talia: voleva sapere se l’intervento aveva avuto successo. Al momento sembrava di sì.

Anche in seguito la bambina ha preso a stare sempre meglio: dovrà prendere dei farmaci per tutta la vita, ma ora cresce bene e festeggerà i suoi prossimi compleanni. Kiersten dice che non ci poteva essere niente di più importante della vita di quella bambina, che nessuna paura poteva fermarla.

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Così un angelo ha aiutato la famiglia Rosko con un gesto di incondizionato altruismo che ci stupisce, perchè assai raro, ma che illumina l’intera umanità indicando un percorso che ognuno di noi dovrebbe percorrere, quello del dono di sè privo di secondi fini.

“Cesserà il dono delle lingue, la profezia passerà, finirà il dono della scienza, l’amore mai tramonterà” (San Paolo ai Corinzi)