Tra le costruzioni misteriose che l’uomo ha lasciato nel corso dei secoli dietro di sè, ce ne sono alcune il cui significato sfugge completamente ai contemporanei. Di conseguenza, gli studiosi fanno sempre tante congetture per cercare di capire lo scopo per il quale esse sono state erette. Tra queste ipotesi, a volte, ce n’è una davvero sconvolgente: e se fossero dei passaggi verso altri mondi?

GÖBEKLI TEPE (Turchia)

Fonte: www.smithsonianmag.com share

Göbekli Tepe, parola che in turco vuol dire “collina tondeggiante”, è un sito archeologico che si trova al confine tra Turchia e Siria e che viene considerato il più antico tempio di cui si abbia traccia. Pensa che è stato datato a 10 mila anni avanti Cristo, un tempo lontanissimo in cui l’uomo era poco più che un animale, intento solo a cacciare e non abile all’uso di altri strumenti che non fossero di pietra.

Eppure i pilastri che compongono il sito sono scolpiti con animali e altre figure, e la costruzione denota una grande evoluzione intellettuale. Forse gli umani di quel tempo non erano poi così primitivi? Secondo altri studiosi, il sito era un luogo di sepoltura: da qui si gode una splendida vista, quella che ogni cacciatore sognava di ammirare.

Quello che è curioso è che, all’incirca 2 mila anni dopo la sua costruzione, il luogo venne abbandonato e volontariamente ricoperto di terra. Forse celava segreti oscuri che l’uomo non era più in grado di sopportare? I moderni archeologi devono ancora svelarne molti.

STONEHENGE (Inghilterra)

Fonte: bbc.co.uk

Passiamo ora ad un sito molto più conosciuto, anche se non meno misterioso: il cerchio di pietre di Stonehenge, che si trova in Inghilterra, nei pressi della città di Salisbury, dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.

La datazione al radiocarbonio ci dice che le grandi pietre che costituiscono il sito, chiamate megaliti, furono erette intorno al 3.000 a.C. Si tratta di pietre non del posto, che sono state portate qui a volte anche da molti chilometri di distanza.

Loading...

L’ipotesi più accreditata è che Stonehenge fosse un osservatorio astronomico, visto che le pietre sono allineate per seguire i solstizi e gli equinozi, ma tale ipotesi ancora non è stata universalmente riconosciuta. C’è chi crede invece che Stonehenge sia la via di accesso al magico regno di Avalon, sul cui trono sedette un tempo Re Artù.

Stonehenge è il luogo si ritrovo dei seguaci di molti culti neopagani come la Wicca, ed è carico di implicazioni esoteriche; qui, in un celebre fumetto di Hugo Pratt, Corto Maltese incontrò Merlino e Morgana in un “Sogno di un mattino di mezzo inverno”.

Fonte: www.lyra.net share

IL LABIRINTI DI PIETRA DI BOLSHOI ZAYATSKY (Russia)

Fonte: venets.wordpress.com share

Sull’isola di Bolshoi Zayatsky, che si trova nel Mar Bianco in Russia, si trovano numerosi labirinti realizzati con pietre, che hanno percorsi sinuosi e che descrivono dei cerchi. Di solito la parte da cui si entra è anche la parte da cui si esce.

Il più piccolo di questi cerchi misura sei metri, il più grande oltre 24. Anche se in molti si sono interrogati circa la natura di questi strani disegni in pietra, ancora non ci sono risposte certe. La più probabile è che fossero dei “sentieri dei morti”, un modo per condurre gli spiriti vagabondi verso l’al di là.

NEWGRANGE (Brú na Bóinne, Irlanda)

Fonte: www.voicesfromthedawn.com share

A 40 km da Dublino, in Irlanda, si trova un sito archeologico tra i più affascinanti al mondo. In lingua locale si chiama Brú na Bóinne, che vuol dire “la dimora del Boyne”, ovvero il fiume che scorre lì accanto. Anche detto Newgrange, questo luogo è dichiarato Patrimonio dell’Umanità per decisione dell’UNESCO.

Costruito nel III millennio a.C., si tratta di una grande area sepolcrale formata da tombe a tumulo con ampi spazi sotterranei. La peculiarità maggiore del luogo è che venne orientato in modo tale che, durante il solstizio d’estate o d’inverno, la luce del sole riesce a penetrare negli ambienti sotterranei, illuminandoli.

Anche questo viene dunque considerato un “luogo di passaggio”, un modo per entrare in contatto con un mondo distante dal nostro, ma non poi così tanto se si sa dove guardare.