Noi uomini contemporanei siamo convinti di conoscere ormai tutto e di poter dare una spiegazione ad ogni cosa grazie alle nostre conoscenze evolute e alle tecnologie di cui disponiamo. Sta di fatto, però, che l’arroganza umana si deve scontrare spesso con fatti del tutto inspiegabili.

Ci sono infatti luoghi sul pianeta Terra che hanno visto accadere cose che ancora oggi non trovano una motivazione razionale e scientifica , e che noi possiamo solo ammirare, consapevoli che, nella vastità dell’Universo, pensare di avere sempre la verità a portata di mano sia solo una vana illusione.

LE LINEE DI NAZCA (Perù)

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Quella che vedi nella foto è una scimmietta stilizzata . Potresti crederlo il disegno di un bambino, se non fosse che la scimmietta misura 135 metri e non è stata disegnata su un pezzo di carta, ma sul terreno .

Le linee di Nazca in Perù restano uno dei misteri più affascinanti del mondo. Nella piana di Nazca si trovano questi enormi disegni la cui completezza si può ammirare solo dal cielo, vista la loro vastità. Vennero infatti notati per la prima volta solo agli inizi del Novecento.

Sta di fatto però che vennero realizzati tra il 300 a.C. e il 400 d. C. , quando di certo non esistevano velivoli. Per questo molti pensano sia opera non umana, ma di forme di vita extraterrestre. Altri credono fossero invece dei disegni astronomici : ci sono infatti molte forme geometriche.

Sta di fatto, però, che la precisione con cui sono stati tracciati, presumibilmente solo seguendo il terreno, rende ancora oggi incomprensibile capire quale tecnica venne usata per la loro realizzazione.

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IL TRIANGOLO DELLE BERMUDA

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Chi non ha mai sentito parlare del celeberrimo e tristemente noto Triangolo delle Bermuda, o Triangolo del Diavolo ? Questo nome in realtà non esiste sulle carte geografiche, ma indica una zona compresa tra le isole di Bermuda, la Florida e Puerto Rico nel Nord Atlantico . Fin dall’Ottocento qui sono sparite migliaia di imbarcazioni .

Ma non sono sparite: semplicemente si sono volatilizzate nel nulla con tutti i loro equipaggi. Lo stesso dicasi per molti aeroplani che incautamente attraversavano la zona. Pare che, una vola giunti in questo  triangolo di mare, gli strumenti di bordo impazziscano e si verifichino fenomeni inspiegabili.

Le motivazioni che sono state suggerite nel corso dei decenni sono le più svariate e le più fantasiose: immancabile la teoria aliena , ma si parla anche di misteriose piramidi poste sul fondo dell’Oceano, o di elettromagnetismi particolari del Pianeta in questa zona. In ogni caso, tenetevi alla larga da questo luogo!

RACETRACK PLAYA (California)

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In California, proprio al centro della Death Valley , si trova un pianoro che un tempo era un lago chiamato “Racetrack Playa”. Qui si verifica il curioso fenomeno delle “ sliding rocks ” o “ sailing rocks ”.

In pratica, accade che i massi che cospargono la superficie del terreno, alcuni non più grandi di ciottoli, ma altri di dimensioni notevoli,  “camminino” letteralmente da soli, lasciando la loro traccia dietro di sé.

Per molto tempo il mistero delle pietre che camminano è rimasto tale; nel 2014 uno studio ha spiegato il fenomeno dicendo che le pietre si muovono per via del vento su un sottile strato di ghiaccio che si forma nottetempo. Anche tutte le ipotesi più fantasiose, però, restano in piedi.

LAGO ANJIKUNI (Canada)

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In Canada , vicino al fiume Kazan , sorgeva un villaggio sulle rive de l lago Anjikuni . Il villaggio era abitato da cacciatori Inuit, e ad oggi resta uno dei più incomprensibili misteri della storia.

Infatti nel 1930 Joe Labelle, cacciatore di pellicce che era solito frequentare il villaggio, si recò lì per trovare alcuni suoi amici. Ma arrivando non trovò più nessuno. Il villaggio era deserto , ogni oggetto abbandonato come se le persone fossero dovute fuggire all’improvviso.

I cani da slitta erano morti di fame e freddo; le tombe del piccolo cimitero svuotate e le lepidi divelte. Le canoe erano ormeggiate nel porticciolo: la gente del villaggio non era andata via usando il lago, e neppure i cani.

Che fine ha fatto la popolazione di oltre 1.000 persone che viveva lungo il lago Anjikuni? Ad oggi, a poco meno di cent’anni dalla loro scomparsa, nessuno ne ha idea.