Open è l'autobiografia di Andre Agassi, ex-tennista statunitense, icona sportiva e chiacchierato protagonista del gossip anni 90.
Le primissime pagine narrano il match d'addio alla carriera di un Agassi adulto, formato, sereno. Combattivo come sempre ma piegato in due da una colonna vertebrale ormai scricchiolante.
Il racconto degli ultimi, commoventi attimi di carriera dell'atleta, fa da capo al filo di una matassa che, srotolata rigo dopo rigo, ci permette di recuperare ogni singolo attimo della vita del tennista. Ed ecco che veniamo catapultati dritti in un campo da tennis/"prigione" costruito dietro casa, la casa di un ragazzino californiano dall'infanzia violata, sfortunato figlio prodigio di un ex-pugile dalle ambizioni mitomani.
Mike Agassi (questo il nome del padre) farà l'impossibile per trasformare il figlio "nel numero uno" del tennis americano, costringendolo ad allenamenti estenuanti, nei quali il piccolo Andre si farà coinvolgere dapprima per gioco, ad appena due anni, e soltanto successivamente per paura.

"Odio il tennis, lo odio con tutto il cuore, eppure continuo a giocare, continuo a palleggiare tutta la mattina, tutto il pomeriggio, perché non ho scelta. Per quanto voglia fermarmi non ci riesco. Continuo a implorarmi di smettere e continuo a giocare, e questo divario, questo conflitto, tra ciò che vorrei fare e ciò che effettivamente faccio..."


La vita di Agassi è un saliscendi vissuto al limite, caratterizzato da un susseguirsi di eccessi di ogni tipo, di meritate vittorie e di sconfortanti sconfitte.
Lo stesso atleta, che ci confessa di "odiare il tennis con tutto sé stesso, ma di non essere in grado di fare altro", afferma di essere spinto nella sua inesorabile corsa al successo dal moto di un inerzia da lui stesso avviata molto tempo prima, accettando i soprusi del padre, prima, divenendo una giovane promessa ribelle (che invece che riuscire nell'intento di collezionare squalifiche colleziona contratti milionari con gli sponsor) poi, e finendo per impersonare quello è stato un esempio di stile, un idolo adolescenziale, un'icona dello star system.

"Le nostre migliori intenzioni sono spesso frustrate da forze esterne - forze che noi stessi abbiamo messo in moto tanto tempo prima. Le decisioni, soprattutto quelle sbagliate, generano una loro inerzia e fermare l'inerzia può essere un bel casino, come ogni atleta sa bene.
Anche se giuriamo di cambiare, anche se siamo dispiaciuti e facciamo ammenda dei nostri errori, l'inerzia del passato continua a trascinarci per la strada sbagliata. L'inerzia governa il mondo. L'inerzia dice: Calma, non così in fretta, sono ancora io che comando qui."


Ma l'amore di una donna speciale cambierà tutto.

"Non ho mai visto una donna così bella. Da ferma, è una dea; in movimento, è poesia. Sono un corteggiatore, ma sono anche un suo fan. E' così tanto tempo che mi chiedo che effetto faccia il diritto di Steffi Graf. L'ho guardata in tv e ai tornei e mi sono sempre chiesto che effetto fa quella palla quando vola via dalla sua racchetta. La palla è diversa a seconda del tennista - ci sono variazioni minime ma reali di forza ed effetto. Adesso, palleggiando con lei, le avverto. E' come toccarla, anche se siamo distanti dodici metri. Ogni diritto è un preliminare."


Non voglio anticiparvi troppo, sebbene Agassi sia stato sotto la luce dei riflettori più e più volte e l'epilogo della storia sia noto a tutti. So anche con certezza che non potreste staccarvi da Open neanche se ne conosceste il finale, perché l'intimità di una mente pensante (messa a nudo dall'abilissima penna di J.R Moehringer, ghost writer dell'atleta e Premio Pulitzer) è un qualcosa che va ben oltre gli scoop snocciolati nel corso degli anni da questa o quella rivista di gossip.
In Open Andre suda e ti fa sudare, perde e ti trascina con sé nel baratro della sconfitta ["Adesso che ho vinto uno slam, so qualcosa che a pochissimi al mondo è concesso sapere. Una vittoria non è così piacevole quant'è dolorosa una sconfitta. E ciò che provi dopo aver vinto non dura altrettanto a lungo. Nemmeno lontanamente."], vince e ti fa commuovere come se quella vittoria fosse anche un po' la tua.
Open è il viaggio di un treno in corsa che va dritto alla meta senza concedere fermate intermedie, travolgente ed appassionante come solo il lato oscuro di una storia vissuta al limite sa essere.
Open non è né un racconto né una collezione di successi e sconfitte, ma piuttosto lo spettacolare match tra gli eterni lati contrastanti di uno dei più grandi campioni sportivi di tutti i tempi: un cerchio da chiudere, un processo formativo, la lotta incessante di una vita vissuta tra bianco e nero, tra odio e amore, tra i "dovrei" e i "vorrei ma non posso".

"Eppure, in fondo a quegli occhi, riesco ancora a scorgere il ragazzino che proprio non voleva giocare a tennis, il ragazzino che voleva lasciar perdere, il ragazzino che ha lasciato perdere varie volte. Vedo il ragazzino che odiava il tennis e mi chiedo come quel bambino dalla zazzera dorata veda quest'uomo calvo, che continua a odiare il tennis eppure ancora gioca."

 

Un libro scritto magistralmente che non riuscirete a non leggere tutto d'un fiato.
Un autobiografia che ha il sapore di un romanzo; semplice, umano, disarmante.
Consigliato davvero a tutte e tutti, sportivi e non :)