I frutti della libertà di cui ora godiamo, furono coltivati sul nostro suolo con lunghi e mortali dolori. Non vi è un paese straniero che non fosse pieno dei nostri esuli, che non sedesse Italiani accorrenti a combattere per i diritti dei popoli. In Italia non vi è carcere santificato del patimento degli uomini più generosi; non vi è palmo di terreno non bagnato dal sangue dei martiri della libertà. I nostri in ogni tempo protestarono morendo, contro la tirannide che opprimeva la Patria e spirarono fermamente convinti che il loro sangue sarebbe stato fecondo di libera vita ai futuri.  

Queste sono le parole di una poesia di Atto Vannucci , uno storico, patriota e politico italiano e sebbene fosse stata scritta nel 1848, quindi quasi un secolo prima del 25 Aprile 1945, esprime pienamente il senso di questa celebrazione: "La giornata della Liberazione d'Italia" o "Anniversario della Resistenza".

Ma sappiamo il motivo per cui oggi si festeggia?

Questa data è importante per la storia d'Italia perché simboleggia la vittoria della resistenza militare e politica attuata dalle forze partigiane durante la seconda guerra mondiale contro il governo fascista e l'occupazione nazista. 

Infatti negli anni della seconda guerra mondiale (1939-45), l'Italia si ritrovò divisa in due parti: da un lato vi era Benito Mussolini che con i fascisti aveva formato la "Repubblica sociale italiana" e dall'altro, in opposizione, il governo Badoglio con gli alleati americani ed inglesi. 

Fu, quindi, organizzata dai Partigiani la "Resistenza" per combattere il dominio nazifascista

Chi erano i Partigiani? 

Erano uomini, donne, giovani, anziani, militari e anche preti che si unirono con ogni mezzo proprio nella lotta della conquista della libertà.

E fu proprio il 25 Aprile 1945 che i Partigiani, con l'aiuto delle forze alleate, attaccarono tutti i presidi fascisti imponendo la resa. 

Arrendersi o perire fu la parola d'ordine dei Partigiani imposta ai nemici. Riuscirono così ad entrare vittoriosi nelle principali città italiane dando vita al processo di liberazione dell'Italia dall'oppressione fascista. In questo modo la "Liberazione" pose fine a venti anni di dittature fascista e cinque anni di guerra. 

La fine effettiva della guerra, con la resa delle forza nazifasciste si ebbe solo il 3 Maggio.

Nel 1945 fu emanato dal principe Umberto, luogotenente del Regno d'Italia, un decreto che dichiarava il 25 Aprile 1946 Festa nazionale. La ricorrenza venne celebrata anche gli anni successivi, ma solo nel 1949 divenne ufficialmente Festa nazionale. Fu scelta convenzionalmente quella data, perché in quel giorno furono liberate le città di Torino e Milano e un eco di libertà risuonava per le strade.

Il 25 Aprile ogni anno in tutte le città si svolgono manifestazioni, cortei, commemorazioni per l'evento e in memoria di coloro che hanno sacrificato le proprie vite in nome della LIBERTÀ. 

La storia ha il compito di insegnarci e noi dalla storia dobbiamo imparare, perché in essa è racchiuso il nostro passato, ma anche il nostro futuro. 

Noi amiamo la nostra libertà, ma dobbiamo considerare che la libertà senza ideali è solo un'illusione.