L’Italia è un Paese dalla profonda e radicata tradizione cattolica; può accadere però che le festività, con il trascorrere degli anni, perdano il loro significato originario tanto che si finisca per dimenticarne le origini. Se i nostri antenati erano molto costanti nelle loro devozioni, al giorno d’oggi le cose sono un po’ cambiate: alcuni riti però sono ancora molto sentiti, e vale la pena di ricordare come sono nati.

Le origini della Pentecoste

Una delle principali feste della Chiesa Cattolica è la Pentecoste : essa viene considerata una ricorrenza importante tanto quanto la Pasqua e anche più del Natale, ma, rispetto a queste due date, è molto meno conosciuta. 

La Pentecoste è una festa mobile come la Pasqua, poiché dipende da essa: cade infatti 50 giorni dopo la domenica della resurrezione. Pentecoste infatti, in greco, vuol dire “cinquantesimo giorno”. Le origini di questa data sono da rintracciare nella tradizione ebraica. In origine la Pentecoste era il giorno della mietitura, quindi del ringraziamento a Dio per il dono dei frutti della Terra; dopo l’Esodo divenne invece la celebrazione del giorno in cui Jahvè donò a Mosè le tavole dei Dieci Comandamenti.

La festa cristiana dunque non affonda nella tradizione pagana, come spesso accade, ma in quella ebraica, pur assumendo un senso completamente diverso. La Pentecoste infatti celebra il ricordo di un episodio narrato nel libro degli atti degli Apostoli in cui si racconta che lo Spirito Santo scese sui discepoli sotto forma di lingue di fuoco e di vento forte , donando loro la capacità di parlare tutte le lingue. Lo Spirito Santo è la terza persona della Trinità, insieme a Dio e a Gesù Cristo, e rappresenta l’amore universale, quello che unisce tutte le cose.

La Pentecoste nel Cristianesimo

Nell'ambito del Cristianesimo la Pentecoste si affermò come ricorrenza a partire dal IV secolo dopo Cristo e fin dal Medioevo entrarono in uso alcune celebrazioni che avevano il compito di ricordare la discesa dello Spirito Santo sulla Chiesa di Dio dopo la resurrezione di Cristo. Poiché lo Spirito Santo, che è il protagonista della festa, non ha una raffigurazione corporea, esso viene simboleggiato di solito con una colomba , o con fiamme di fuoco. Per questo, spesso nelle chiese venivano fatti cadere dei petali di rosa . Da quest’usanza venne l’altra denominazione diffusa della Pentecoste, che è quella di “Pasqua rosata” . In Italia si chiama anche “Pasqua rossa”, per via del colore dei paramenti sacri usati dai sacerdoti nella funzione liturgica.

Le feste in Italia

Alcune cerimonie tuttora in vigore nella penisola sono molto suggestive e piene di significato. A Roma , all'interno del Pantheon, antico tempio pagano oggi convertito in chiesa cristiana, si assiste ogni anno alla tradizionale pioggia di petali di rose, che vengono lasciati cadere sui fedeli attraverso l’occhio centrale della cupola. I petali sono sempre rigorosamente rossi. Le rose usate in Pentecoste non sono infatti da confondersi con quelle usate per il mese mariano, che invece sono bianche.

Ad Orvieto fin dall’epoca medievale a Pentecoste si celebra la festa detta “della palombella”. Anticamente una colomba veniva lasciata libera di volare all’interno della Cattedrale; oggi la colomba è sostituita da un simulacro che viene fatto scendere sulla Piazza antistante il Duomo: se il suo percorso è lineare, l’anno sarà buono, ma se si ferma nel tragitto, ciò presagirà grandi sventure. Questa credenza dimostra come la superstizione popolare e la religione continuino a mescolarsi nel nostro Paese.

In Sicilia, a Gangi , la Festa di Pentecoste si festeggia nella giornata di lunedì con una solenne processione in cui vengono fatte sfilare per le vie della cittadina ben 40 statue di santi. Il corteo si snoda fino alla Chiesa dello Spirito Santo, davanti alla quale si tengono i cosiddetti “cursi” o “miraculi” : ogni statua deve percorrere per tre volte la pizza correndo, a dimostrare la prontezza della risposta della chiamata allo Spirito Santo.

Tutto questo dimostra come le tradizioni legate alla Pentecoste continuano ad essere molto sentite nei piccoli centri italiani, dove alla devozione religiosa si accompagna un forte e mai sopito legame con il proprio passato.

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