Alzi la mano chi non ha mai indossato lo stesso vestito in occasione di un evento importante quale un esame o un colloquio di lavoro, come se fosse una bacchetta magica in grado di “aiutarci” in determinate situazioni, una sorta di amuleto porta fortuna grazie al quale tutto filerà liscio.

Spesso non ci facciamo caso ma accade più spesso di quanto pensiamo ritrovarci ad esempio a compiere lo stesso gesto quotidianamente, ripetere le medesime azioni come se si trattasse di rituali propiziatori .

Percorrere  la stessa strada verso il posto di lavoro, telefonare a un amico a una certa ora, sono abitudini giornaliere sicuramente utili per ottimizzare i tempi impostando una routine. Ma può succedere che atteggiamenti semplici e ripetuti inconsciamente diventino delle vere e proprie trappole per la vita di chi vi attribuisce addirittura dei poteri soprannaturali .

Banalmente conosciuta come “ superstizione ”, è quello che in psicologia viene chiamato “ pensiero magico ” e che può evolvere in una patologia nel momento in cui condiziona e controlla eccessivamente la nostra esistenza fino a renderci schiavi di rituali che pensiamo possano influenzare, o meglio determinare, l’esito di una visita medica o il nostro rendimento lavorativo.

Si tratta del pensiero pre-logico che Piaget individuava nei bambini quale risultato di meccanismi di pensiero non ancora maturi e strutturati.

Quando ciò prevale negli adulti sulla cosiddetta razionalità scatta una convinzione che può rasentare l’ossessione secondo cui, ad esempio, bisogna necessariamente compiere un particolare gesto per evitare che qualcosa vada storto.

Come “liberarsene” dato che razionalmente sappiamo non esserci una base logica? Come sfuggire a quell’idea fissa che ci assilla e ci infastidisce ma di cui non possiamo apparentemente farne a meno?

Nei casi estremi, quando è in gioco la nostra serenità, quando questi comportamenti hanno preso il sopravvento, la soluzione è sicuramente quella di rivolgersi ad una persona competente, psicologo o psicoterapeuta che, attraverso un percorso più o meno lungo, ci aiuti a ripristinare un equilibrio.

Esistono tuttavia dei piccoli accorgimenti che possiamo seguire per non scivolare in una dipendenza che possa vincolare la nostra vita.

Pensare ad esempio agli eventi positivi della nostra esistenza che sono accaduti nonostante non avessimo con noi un oggetto scaramantico può essere un buon punto di partenza.

Contrariamente, se abbiamo messo da parte una borsa o una maglietta solo perché ci ricordano un avvenimento negativo, pensiamo alle volte precedenti in cui abbiamo utilizzato questi oggetti senza che abbiano condizionato le nostre giornate.

Provare poco alla volta a “testare” quell'oggetto ripetendoci che non succederà nulla di terribile, quindi rispolveriamo quel maglione che associamo a eventi nefasti e indossiamolo inizialmente per un po’ di tempo, magari in ambiente familiare o in compagnia di persone per noi importanti su cui contare e a cui confidare eventuali timori e ansie.

Improvvisamente ci renderemo conto che tutto sta andando per il meglio e il maglione in questione avrà superato l’esame a pieni voti! Possiamo dunque reintegrarlo nell'armadio!

Infine, avere più fiducia aiuta a spostare l’attenzione dai rituali su noi stessi, convincendoci che la vera energia positiva , il reale potere proficuo risiedono nella nostra predisposizione e nella nostra volontà.