In questi giorni sta passando in TV lo spot, che sicuramente avrete visto, della più grande catena di fast food mondiale nel quale un bambino preferisce un “cibo” già pronto alla regina della cucina italiana candidata al riconoscimento del titolo di patrimonio immateriale dell’umanità. È bene ricordare che tale marchio multinazionale è uno dei principali sponsor di Expo 2015 che a breve avrà inizio. Un’occasione nella quale saranno messe in mostra le eccellenze italiane volte a valorizzare il made in Italy.

La pizza è il nostro vanto, è il nostro biglietto da visita, è la nostra cultura, siamo famosi nel mondo per la pizza, spesso imitata ma mai abbastanza da superare l’originale. E allora perché mettere a confronto due idee diametralmente opposte di andare a cena fuori con la famiglia? 

 

 

 

 

 

 

Questo spot ha fatto storcere il naso a molti stimatori della pizza e riscosso non pochi commenti negativi. Ma rincuora sapere che a Napoli, la capitale della pizza, questi fast food americani hanno vita dura e non riescono a competere con le tipiche pizzerie e friggitorie che allo stesso prezzo offrono cibo gustoso e legato al nostro territorio.

Non penso certo di arrecarmi il diritto o di avere le competenze di poter suggerire strategie di marketing, in genere apprezziamo il concetto di pubblicità comparativa e la libera concorrenza, ma il contrapporsi ad un prodotto d'eccellenza della nostra tradizione, un prodotto così indiscutibilmente amato in tutto il mondo quale la Pizza - tra l'altro proprio di recente candidato ufficialmente dalla commissione UNESCO italiana nella Lista del Patrimonio Immateriale dell’Umanità, per il ciclo 2015/2016 -  ha inevitabilmente causato una piccola polemica tra gli estimatori.

Ecco lo spot in questione:

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PS. (n.d.r):
Per par-condicio, dato che non siamo e non vogliamo apparire eccessivamente moralisti o schierati contro qualcuno, c'è da dire anche che  mangiare una pizza buona e di qualità, a prezzi contenuti sta diventando una cosa sempre più difficile, sopratutto nelle grandi città come Roma e Milano. Quindi tutto sommato crediamo che questo tipo di competizione e libera concorrenza non possa altro che far bene anche alla Pizza, e che infondo quando nello spot dicono "sempre a 4 EURO" ci han preso tantissimo, toccando un bel tasto dolente. E lì i pizzaioli italiani delle grandi città, che ormai con 4 euro non ti danno più nemmeno una porzione-assaggino al taglio farebbero bene a riflettere e a porsi qualche domanda sulla sostenibilità del proprio modello di business, perché è vero: i bambini e le famiglie hanno iniziato a non preferirla più.