Arriverà dal cielo l’ambulanza in grado di salvare numerose vite, nei minuti che precedono l'arrivo del medico. 

Il prototipo di drone ambulanza è stato presentato in Olanda dall'ingegnere tedesco Alec Momont. Questo quadricottero sarà in grado di consegnare un kit completo di primo soccorso (il necessario per tamponare le ferite, una coperta termica e altri dispositivi medici) e un defibrillatore, entro un minuto dalla chiamata di emergenza, in soccorso delle persone colpite da arresto cardiaco. 

Strumenti che possono fare la differenza tra la vita e la morte, se correttamente utilizzati in attesa del personale sanitario

Una persona colta da malore improvviso, come un infarto, ha necessità di un intervento tempestivo. Se non viene soccorsa entro i primi 5 minuti, le sue possibilità di sopravvivenza si riducono all’8%.

“Ogni anno, in Europa, circa 800 mila persone soffrono di un arresto cardiaco, solo l'8% sopravvive. La ragione principale è il tempo di risposta troppo lungo dei servizi d’emergenza, dai 10 ai 15 minuti.  Un’eternità se si pensa che quando il cuore smette di battere si hanno solo dai 4 ai 6 minuti prima che il cervello muoia del tutto.

Se applicato, questo progetto consentirebbe di aumentare la possibilità di sopravvivenza fino all’80%, in caso d’arresto cardiaco”  spiega Alec Momont.

A bordo del drone è stata predisposta una videocamera connessa alla centrale,  dove il medico fornisce le istruzioni necessarie all’intervento attraverso lo speaker integrato.

Il drone può coprire un’area di circa 12 km quadrati,  e raggiungere il posto alla velocità di 100 km/h. E’ realizzato in fibra di carbonio e può trasportare un peso di 4 chili.

Il testimone dell’infarto chiama l’urgenza. Il drone stabilisce la posizione attraverso il segnale GPS del suo smartphone.

La webcam e l’altoparlante integrati, consentono ai servizi d’emergenza di comunicare, e guidarlo passo-passo come applicare e utilizzare il defibrillatore.

Sempre più luoghi pubblici sono oggi dotati di defibrillatori, tuttavia 4 di 5 infarti si verificano a casa del paziente, dove questi non sono disponibili. 

Inoltre la guida dell’operatore impedisce a chi offre aiuto di sentirsi solo, assistendolo. 

Attualmente, infatti, solo il 20 % delle persone non addestrate è in grado di far funzionare correttamente un defibrillatore.

Secondo quanto segnala Momont, “questo tasso può essere portato al 90% se le persone vengono assistite con precise istruzioni sulla scena”.

Secondo il suo inventore, si potrebbe iniziare a utilizzare i droni nel giro di 5 anni.

Ci sono alcune misure che devono essere prese prima che questi dispositivi possano essere impiegati in una vera emergenza. Il drone è già in grado di volare autonomamente, ma ha bisogno di migliorare la sua capacità di evitare gli ostacoli.

Ad oggi i droni vengono purtroppo utilizzati a fini militari, anche per uccidere. Questa nobile applicazione salvavita al servizio della collettività e della salute credo fermamente che meriti sostegno.