Beverly Pickorer aveva portato il suo corpo al limite. 40 birre al giorno nel periodo più critico. La dipendenza da alcool che la ha accompagnata per tutta la vita adulta, l'ha portata alla morte per cirrosi epatica e causato troppi problemi, come la caduta di denti e incapacità verbale, oltre a non permetterle tutte quelle attività autonome e costringerla negli ultimi tempi in un centro di recupero. 

Secondo il Mirror UK, il compagno, Howard, le sarebbe restato accanto per tutto il suo percorso di deterioramento . L'uomo avrebbe anche pubblicato le immagini toccanti della compagna per sensibilizzare il pubblico sperando che la sua testimonianza potesse avvisare gli altri riguardo i potenziali e dannosissimi rischi dell'alcool. 

LE MALATTIE DA ABUSO:

Secondo l'istituto nazionale di ricerca contro l'alcol , le cirrosi epatica sarebbe solo una delle quattro pericolosissime malattie in cui incorre chi fa abuso di sostanza alcooliche. Le altre sono: steatosi ( fegato grasso ), epatite alcolica e fibrosi. Inoltre l'uso prolungato intacca altre parti del corpo colpendo pancreas, che inizia a secernere sostanze tossiche, le quali causano pancreatite, infiammazione dei vasi sanguigni tanto da ridurre le capacità digestive del corpo. 

La dipendenza da alcool è oggi considerata come una patologia oltre che fisica anche psichica ,   per questo anche la comunità degli psicologi presta sempre maggiore attenzione nel cercare metodi per curarla e prevenirla. 

I NUMERI DA DIPENDENZA SONO ALTISSIMI:

Secondo le stime del NIAAA, nel solo 2012 gli adulti statunitensi a fare abuso di queste sostanze sono 17 milioni. 

La dipendenza viene diagnosticata in base a 11 criteri:

    1. ci sono stati tempi in cui si è avvertita mancanza più o meno sentita di dover bere.
    2. si ha tentato di smettere di bere ma non si è riuscito.
    3. se si siano trascorsi lunghi periodi a bere, superando i postumi.
    4. se il desiderio di bere è fortissimo .
    5. la dipendenza ha portato a trascurare famiglia, lavoro o figli.
    6. nonostante i problemi si sia continuato a bere.
    7. se il bere ha portato a eliminare attività che prima erano importanti e che ora non vengono più praticate per il piacere di bere
    8. se più di una volta si è fatto abuso in situazioni pericolose ( sesso non protetto, guida in stato di ebbrezza, camminare in luoghi pericolosi)
    9. se anche dopo un problema di salute o perdita di memoria si sia continuato a bere
    10. se per raggiungere l'ubriacamento si fa ricorso a una quantità sempre maggiore di bevande.
    11. se in assenza di bevande alcooliche si sia avvertita dipendenza, irritabilità, problemi di sonno, ansia, nausea.

Se 2 o più di questi criteri sono riscontrabili in una persona nell'arco di 12 mesi si inizia a parlare di alcolismo ed è altamente consigliabile rivolgersi a un medico   o a strutture specializzate  per prevenire gravi conseguenze ed iniziare una  terapia
La storia della Pickorer può essere da monito  a tutti quelli che credono di non avere necessità di un aiuto di specialisti e che si rifiutano di incorrere ai rimedi possibili   fin quando sono ancora in tempo.


Se siete preoccupati per voi, per dei familiari o per dei conoscenti che 'alzano troppo il gomito', ricordiamo sempre di non sottovalutare mai le situazioni e sopratutto non improvvisare nulla e lasciare l'eventuale diagnosi al medico . Mai basarsi esclusivamente su informazioni lette su internet o giudizi personali. 
Sappiate che un consulto a riguardo può essere offerto gratuitamente dal servizio pubblico al cittadino e certamente assicura massima discrezione e rispetto della persona e delle sue scelte.
In una prima fase anche il medico di famiglia saprà certamente aiutare chi desidera prevenire condizioni patologiche e chi vuole curarle ad orientarsi verso il percorso giusto per affrontare e risolvere il problema.
N.B . I criteri riportati non dovrebbero mai essere usati per fare una sorta auto-diagnosi: è sempre bene affidarsi a persone competenti e qualificate che sappiano fornire un giudizio obbiettivo ed un'analisi rigorosa. Ricordiamo inoltre che questi 11 punti sono relativi al metodo utilizzato negli Stati Uniti; qui in Italia i nostri medici usano un metodo leggermente diverso - più appropriato al nostro contesto sociale - ma certamente altrettanto efficace .