«Ci sono casi in cui la separazione è inevitabile» queste le parole del Papa all'odierna udienza generale, che ha continuato: «a volte può diventare perfino moralmente necessaria». Si tratta di quei casi - eccezionali, ma purtroppo non così rari - in cui «si tratta di sottrarre il coniuge più debole o i figli piccoli alle ferite più gravi causate dalla prepotenza e dalla violenza, dall'avvilimento e dallo sfruttamento, dall'estraneità e dall'indifferenza».  Papa Francesco aggiunge un solo avvertimento: esorta i separati e i divorziati a fare attenzione che «i bambini non diventino ostaggi del papà o della mamma»

Certo, specifica il Papa, non mancano "i santi" (ndr), ovvero coloro che, “sostenuti dalla fede e dall’amore per i figli”, testimoniano la loro fedeltà al legame, “per quanto appaia impossibile farlo rivivere”. Non tutti i separati, però, sentono questa vocazione, riconoscendo “nella solitudine un appello del Signore rivolto a loro”

«Attorno a noi troviamo diverse famiglie in situazioni "cosiddette" irregolari - a me non piace questa parola - e ci poniamo molti interrogativi. Come aiutarle? Come accompagnarle?»

Non è la prima volta che il Papa si apre ad atteggiamenti impensabili solo qualche anno fa, quando le donne separate ad esempio non venivano ammesse ai culti in molte parrocchie.Permettetemi di esprimere la mia opinione personale, per quanto possa valere e con tutte le riserve del caso: Papa Francesco ha perfettamente ragione. Come potrebbe la Chiesa obbligare - in nome della fede - ad esempio, una donna che subisce violenze o maltrattamenti a restare unita in un matrimonio con il suo "carnefice"? Ci sono casi in cui la separazione può essere necessaria e, anche da un punto di vista morale e religioso - oltre che ovviamente al laico - compresa ed accettata.
Ma il Papa non ha citato solo la violenza quale causa che possa giustificare moralmente una separazione, ma anche "avvilimento", "sfruttamento", "estraneità" e "indifferenza", il ché conferma davvero l'importanza con il quale il Papa si è pronunciato nei confronti dell'accettazione del divorzio oggi, non si tratta infatti di un'eccezione fatta solo per casi straordinari in cui è a rischio l'incolumità fisica, ma anche per motivi più "normali" come l'indifferenza e la tristezza data da un amore che non c'è più o che non c'è mai stato. Il suo è davvero messaggio moderno e realmente aperto.
Il tutto è visto anche dal punto di vista dei figli, per i quali il Papa invoca ad un'empatia maggiore da parte dei genitori in situazioni difficili, e qui ammonisce, dato che spesso essi diventano oggetto di contesa - e a volte squallidamente "di ricatto" - tra i divorziati o separati. Inoltre, come sappiamo, a volte i figli potrebbero soffrire troppo a causa di una separazione, ma - riconoscendoli quali vittime anche delle "ferite" di una relazione priva di amore - il Papa relativizza anche questo assunto, facendoci capire che il discorso è molto complesso, in alcuni casi insomma, la separazione potrebbe essere persino benefica per i figli (e.g. in caso di padre violento anche sui figli, o di figli che soffrono a vedere i genitori litigare continuamente o che percepiscono emotivamente le tensioni e le mancanze nella relazione dei genitori).Fare di tutta l'erba un fascio, avere dei pregiudizi su persone separate, è stato quindi sbagliato da parte dei credenti, lo dice il Papa con la sua apertura: la separazione non va guardata con pregiudizio, d'altronde - chi è all'esterno - spesso non ne conosce i motivi e gli effetti nel dettaglio, un altro problema infatti è che, nonostante siamo nel 2015, troppo spesso invece c'è gente che parla male, esclude, o si scandalizza senza conoscere le situazioni a fondo, creando quindi ulteriore dolore ai membri delle "famiglie" in questa condizione.
La considerazione che un'amore possa finire o risultarci estraneo , il fatto che non si abbia bisogno del caso eclatante e radicale della violenza in famiglia per poter "giustificare" una separazione, ma ammettere anche l'esistenza di altri tipi di "avvilimento", più personali e riservati, e dire che questi possono giustificare moralmente una tale decisione, è un atto davvero coraggioso per un Papa, in parole povere, si ammette la possibilità che un amore finisca o che si riveli non idoneo. Per un laico queste parole possono sembrare banali, ma per un Cattolico non era ammissibile pensare ciò prima d'ora.  In questo sta, mio modo di vedere, la potenza e l'onestà morale dell'ennesimo messaggio rivoluzionario e moderno lanciato oggi dal Papa al mondo Cristiano.
È anche il dare importanza - senza ipocrisia - anche all'amore per se stessi, che non va calpestato, bensì, se necessario messo davanti a quello per il coniuge. D'altronde è scritto "ama te stesso come il prossimo tuo" e non "il prossimo tuo più di te stesso".
La promessa di amore  eterno "finché morte non vi separi" va rispettata, ma se una delle due parti inizia a compiere maltrattamenti, mancanza di rispetto o - in qualsiasi modo - smette di amare, cosa accade? Non è questa forse una morte? Non è la morte dell'Amore stesso che doveva unire e che era oggetto della promessa stessa?