Che bello quando ci si trova con tutti gli amici o famigliari attorno ad una tavola imbandita… ma che fare dopo il pranzo? Quante persone non vogliono fissare la televisione o uscire con lo stomaco strapieno!? Ed è a questo punto che si aprono gli armadi, si tolgono i giochi in scatola e scatta il divertimento!

E qual è il gioco in scatola più conosciuto al mondo? Senza dubbio il “Monopoly” ! Un tabellone con tante finestrelle colorate, pedine di varie forme, imprevisti, probabilità, banconote di vari tagli, casette piccole e grandi fanno di questo gioco un must del divertimento per grandi e piccini . Il gioco è riconoscibilissimo dal suo più grande simbolo: un omino baffuto con cilindro e bastone.

     

Ma da dove arriva il Monopoly? Dovete sapere che, secondo una leggenda, le sue origini risalgono al lontano 1934 quando l’ingegnere Charles B. Darrow lanciò l’idea di un gioco basato sulla compravendita di terreni e sulla costruzione di edifici, ma la proposta del signor Darrow venne rifiutata. L’uomo non si diede per vinto e produsse il gioco da solo e, solo in seguito, fu acquistato dalla casa editrice che lo aveva rifiutato in precedenza.

La realtà delle sue origini è, però, differente dal racconto che avete letto poco fa perché il gioco che Darrow aveva proposto non era realmente una sua idea, bensì solo la copia di una creazione brevettata nel 1904 (inventata l’anno precedente) di Elizabeth Magie il cui nome era “The Landlord’s Game” .

Questo passatempo, dopo essere divenuto popolare, è stato spesso copiato dando origine a più varianti popolari che tendevano a rappresentare sempre di più le città dei nuovi realizzatori che inserivano nel tabellone i nomi delle vie della loro città e che presero a chiamare questo gioco col nome di Monopoly. Tra loro spicca Dan Layman che agli inizi degli anni ’30 vende la sua versione chiamata “Finance” ed il gioco venne commercializzato.

Solo Charles Darrow però, apportando alcune modifiche alla sua versione iniziale del gioco, ottenne il tanto desiderato brevetto per questo gioco che risponde al nome di Monopoly. Proprio così, infatti, lo aveva intelligentemente chiamato Darrow. Perché intelligentemente? Semplice: la parola Monopoly non era ancora un marchio registrato, ma era ormai un termine di uso comune per indicare proprio questo tipo di gioco e sarebbe stato molto più semplice, per i suoi affari e per le persone, ricordarsi questo nome e collegarlo al famoso passatempo. La casa editrice Parker Brothers acquista il gioco ed i relativi diritti per commercializzarlo.

La fama del Monopoly era talmente alta che il signor Ralph Anspach creò l’ ”Anti-Monopoly” finendo però in guai giudiziari che si risolsero solo anni dopo.

Ed in Italia? Ah, la storia è certamente meno complicata: nel 1935 la casa editrice “Editrice Giochi” voleva diffondere il gioco mantenendo intatta la versione originale. Essendo, però, in pieno fascismo era vietato l’utilizzo di nomi inglesi, ma il problema venne brillantemente risolto: sono state cambiate le vie ed il nome è stato italianizzato come “Monopoli” ; Emilio Ceretti, fondatore dell’”Editrice Giochi”, decise di inserire sul tabellone i nomi delle vie di Milano (città di residenza della casa editrice) indicandole col colore fucsia, le vie di lusso col viola, le montagne con l’azzurro, gli artisti con il marrone, i navigatori con il rosso... Tutt’oggi alcune di queste vie esistono ancora: Viale Monte Rosa , Piazza Vesuvio , Via Marco Polo , Viale Traiano e tante altre ancora!

Tante sono state da allora le edizioni commercializzate: un’edizione davvero curiosa è “Monopoly World Edition” in cui non si utilizzano le banconote, ma una banca elettronica; un’altra forma di gioco è “Monopoly City Streets” che, aggiornandosi coi tempi moderni, è giocabile su computer e, al posto del cartellone, utilizza le mappe di Google.

        

Ma ecco la trovata della casa editrice per festeggiare il compleanno del Monopoly: in Francia verranno prodotte e commercializzate 80 scatole (come gli anni del Monopoly) che conterrano addirittura soldi veri… Come riconoscere le scatole? Sarà solo questione di fortuna! E chissà chi saranno i “portatori sani di fortuna” che troveranno le scatole con questo bel regalino (utile soprattutto) sfidando la sorte!?

Anche in Italia le versioni per i suoi 80 anni sono molteplici, anche se non raggiungono il livello di questa speciale edizione francese: si va dalla versione Simpson a quella targata The Walking Dead perché l’importante è divertirsi in compagnia anche se qualche soldo in più, soprattutto in questo periodo, può solo far comodo.

     
   

Che dire di più di un gioco così diffuso in tutto il mondo? Sono talmente tante le sue varianti che risulta difficile menzionarle tutte senza dimenticarne alcune davvero belle e particolari.

   

E’ talmente conosciuto e divertente da non avere bisogno di presentazioni: bisogna solo aprire la scatola, iniziare a giocare e lasciarsi trasportare dal divertimento! J