banner
Mag 19, 2016
1 Views

Quando gesti e abitudini ci rendono schiavi

Written by
banner

Alzi la mano
chi non ha mai indossato lo stesso vestito in occasione di un evento importante
quale un esame o un colloquio di lavoro
, come se fosse
una bacchetta magica in grado di “aiutarci” in determinate situazioni, una
sorta di
amuleto porta fortuna grazie al quale tutto filerà liscio.

Spesso non
ci facciamo caso ma accade più spesso di quanto pensiamo ritrovarci ad esempio
a compiere lo stesso gesto quotidianamente, ripetere le medesime azioni come se
si trattasse di rituali propiziatori.

Percorrere  la stessa strada verso il posto di lavoro,
telefonare a un amico a una certa ora, sono abitudini giornaliere sicuramente
utili per ottimizzare i tempi impostando una routine. Ma può succedere che
atteggiamenti semplici e ripetuti inconsciamente diventino delle vere e proprie
trappole per la vita di chi vi attribuisce addirittura dei poteri
soprannaturali
.

Banalmente
conosciuta come “superstizione”, è quello che in psicologia viene chiamato
pensiero magico” e che può evolvere in una patologia nel momento in cui
condiziona e controlla eccessivamente la nostra esistenza fino a renderci
schiavi di rituali che pensiamo possano influenzare, o meglio determinare,
l’esito di una visita medica o il nostro rendimento lavorativo.

Si tratta
del pensiero pre-logico che Piaget individuava nei bambini quale risultato di
meccanismi di pensiero non ancora maturi e strutturati.

Quando ciò
prevale negli adulti sulla cosiddetta razionalità scatta una convinzione che
può rasentare l’ossessione secondo cui, ad esempio, bisogna necessariamente
compiere un particolare gesto per evitare che qualcosa vada storto.

Come
“liberarsene” dato che razionalmente sappiamo non esserci una base logica? Come
sfuggire a quell’idea fissa che ci assilla e ci infastidisce ma di cui non
possiamo apparentemente farne a meno?

Nei casi estremi,
quando è in gioco la nostra serenità, quando questi comportamenti hanno preso
il sopravvento, la soluzione è sicuramente quella di rivolgersi ad una persona
competente, psicologo o psicoterapeuta che, attraverso un percorso più o meno lungo, ci aiuti a ripristinare un equilibrio.

Esistono tuttavia dei piccoli accorgimenti che possiamo seguire per non scivolare in una
dipendenza che possa vincolare la nostra vita.

Pensare ad
esempio agli eventi positivi della nostra esistenza che sono accaduti
nonostante non avessimo con noi un oggetto scaramantico può essere un buon
punto di partenza.

Contrariamente,
se abbiamo messo da parte una borsa o una maglietta solo perché ci ricordano un
avvenimento negativo, pensiamo alle volte precedenti in cui abbiamo utilizzato
questi oggetti senza che abbiano condizionato le nostre giornate.

Provare poco
alla volta a “testare” quell’oggetto ripetendoci che non succederà nulla di
terribile, quindi rispolveriamo quel maglione che associamo a eventi nefasti e
indossiamolo inizialmente per un po’ di tempo, magari in ambiente familiare o
in compagnia di persone per noi importanti su cui contare e a cui confidare
eventuali timori e ansie.

Loading...

Improvvisamente
ci renderemo conto che tutto sta andando per il meglio e il maglione in questione
avrà superato l’esame a pieni voti! Possiamo dunque reintegrarlo nell’armadio!

Infine, avere più
fiducia aiuta a spostare l’attenzione dai rituali su noi stessi, convincendoci
che la vera energia positiva, il reale potere proficuo risiedono nella nostra
predisposizione e nella nostra volontà. 

Article Categories:
Curiosità
banner

Comments are closed.