Quando pensiamo ad un trauma, la nostra attenzione si sposta su un evento particolarmente negativo che abbiamo vissuto in passato le cui ripercussioni, sia fisiche che psicologiche, hanno cambiato radicalmente la nostra vita.

Ci sono tuttavia alcuni traumi più sottili, di cui spesso non siamo consapevoli e che viviamo durante i primi anni dell’infanzia, che possono influenzare la nostra personalità e il nostro agire durante l’età adulta. 

Scoprire quali siano queste ferite ancora aperte è importante per poter affrontare le nostre paure nascoste con maggior consapevolezza al fine di migliorare la nostra esistenza.

Guarda con attenzione i disegni e scegli quello in cui maggiormente ti identifichi, potrà aiutarti a capire quale ferita dell’infanzia non si è ancora rimarginata.

1 – Paura del rifiuto

Intorno ai due anni di vita, il bambino inizia a ricercare la propria autonomia e pian piano si identifica con altre figure a lui famigliari diverse dai genitori, come ad esempio un fratello maggiore o un cugino. Se hai scelto la prima immagine è possibile che tale processo sia stato vissuto in modo negativo e che tu possa esserti sentito rifiutato da chi in quel momento consideravi importante. Questo può aver generato in te una certa insicurezza e la paura di essere rifiutato rende difficile il tuo rapporto con gli altri.

Quando qualcuno critica una tua idea o un tuo modo di fare pensi di non essere abbastanza bravo e vivi ogni dissenso come qualcosa di personale.

La sfida è capire invece che la tua vita dipende solo da te, da come tu ti vedi e non da come ti vedono gli altri. Impara ad avere fiducia nelle tue capacità: ti aiuterà a stabilire legami sani e funzionali con gli altri.

2 – Paura del tradimento

I genitori spesso tradiscono senza rendersene conto, la fiducia dei propri figli. Fanno promesse in buona fede che pensano di poter mantenere oppure scherzano con loro facendo delle battute ’innocenti’ senza considerare che potrebbero essere difficili da elaborare per un bambino. 

Se hai scelto l’immagine numero 2 è possibile che tu ti sia sentita tradita dai tuoi genitori, da una maestra o da un fratello e questo ha reso per te difficile riporre la fiducia in qualcuno.

Hai un’indole estroversa e socievole, ma resti sempre un po’ distaccato e non scegli quasi mai di aprirti completamente agli altri. Difficile che qualcuno riesca a conoscerti veramente per come sei.

E’ importante capire che esiste la possibilità che gli altri possano farci del male, ma il danno che ne deriva è sicuramente minore rispetto a quello che facciamo a noi stessi nel momento in cui smettiamo di essere autentici.

3 – Paura dell’umiliazione

Se hai scelto il disegno numero 3, probabilmente hai avuto un trauma legato all’approvazione da parte di coloro in cui ti sei identificato durante l’infanzia, coetanei o famigliari. Forse sei stato deriso perchè eri un po’ paffutello o perchè eri goffo e questo ha fatto sì che anche da adulto senta di avere bisogno dell’approvazione degli altri. Ti preoccupi di dare il meglio di te stesso e dipendi dal loro giudizio, sforzandoti continuamente nel tentativo di apparire perfetto. 

Ricorda però che questo condizionamento limita la tua libertà e la tua crescita personale: non si vive per assecondare gli altri.

4 – Paura dell’abbandono

Se hai scelto il disegno numero 4, forse i tuoi genitori per diversi motivi non erano troppo presenti oppure hai subito la perdita di uno di loro precocemente e ti trovi spesso a fare i conti con la paura di restare solo.

Sei una persona socievole che tende a circondarsi di persone care proprio perchè hai il timore di guardarti dentro e scoprire qualcosa di te che non ti piace e che potresti non accettare, o che gli altri potrebbero non amare.

La vita ci mette a dura prova e spesso sentiamo di non avere la forza per affrontare le difficoltà, ma dobbiamo avere fiducia in noi stessi, perchè se siamo persone autentiche e disponibili, non saremo mai soli e soprattutto è importante capire che stare bene con se stessi è la migliore compagnia.

Il test ha uno scopo ricreativo e non sostituisce in alcun modo il parere di psicologi e psichiatri. Le valutazioni finali non hanno alcuna evidenza scientifica e si basano su criteri statistici allo scopo di intrattenere il soggetto.