La settimana scorsa abbiamo parlato del coraggio di dire BASTA.

(Per chi si se lo fosse perso ecco  l’articolo precedente  )

Dopo aver preso la coraggiosissima decisione di mettere la parola fine ad una situazione che non ci piace, ci tocca fare il passo successivo, quello che più ci spaventava all’inizio: guardare oltre la soglia dell’ignoto, andare nella direzione della vita che ci aspetta, non sapendo cosa ci riserva.

Abbiamo accettato la fine di un percorso che ci ha condotti nel preciso punto in cui ci troviamo adesso, e abbiamo innanzi a noi molte strade.

Che fare? Quale scegliere?

Semplicemente, stavolta dobbiamo far decidere il cuore; lasceremo intrufolare la ragione in un secondo momento. Adesso abbiamo bisogno di prendere la strada che più ci appartiene e solo il cuore la conosce e riconosce davvero.

Lui comprende i nostri desideri, si rende conto di ciò che ci fa sorridere.

E poi c’è la pelle, oh la pelle va a braccetto col cuore. Assieme formano una squadra invincibile. Sì, la pelle che sa capire bene e farci capire quando ci troviamo a nostro agio e quando invece no.

Spesso non le diamo ascolto, fraintendiamo i suoi messaggi, non ci accorgiamo, ma se osservassimo con quanta maestria ci indica certi percorsi, le daremmo più voce.

Pelle e cuore sono silenziosi ma comunicano molto di noi e per noi, proprio come fanno i sogni (ma dei sogni parleremo un’altra volta e più a lungo. Il sogno è uno dei miei elementi, fa di me una visionaria radicata).

Quindi… siamo al bivio, abbiamo alle spalle il percorso appena concluso (“alle spalle” inteso oltre che come Passato, anche “sulle spalle” come zaino pieno d’esperienza), chiudiamo gli occhi, inspiriamo e lasciamo che i passi ci muovano verso la direzione che profuma di noi . La riconosceremo subito, se daremo ascolto al nostro Dentro, se daremo ascolto alla nostra voglia di esserci e di vivere secondo anima , se avremo fiducia nelle nostre capacità sensoriali.

Una volta intrapresa la strada, percorriamola con coraggio, lo stesso che ci ha fatto dire Basta, immergiamoci in questa nuova atmosfera che ci ha chiamati a sé, in questo nuovo inizio, in questa rinascita.

E se avremo, per errore (siamo esseri umani, non dimentichiamolo!) imboccato un sentiero apparentemente nostro, ma non realmente, senza perdere fiducia, andiamo verso nuove opportunità, ricordando sempre che gli errori sono spunti di riflessione, sono momenti di crescita, pezzi del nostro cammino.

Elisa Irene Anastasi