Col mio solito fare polemico e poco tollerante, ammetto di non sopportare più tutte le locandine in giro per le strade o i vari articoli in giro per i social che devono indicare le tendenze del momento.

Tendenza? Moda? Stile attuale? In che senso?

E i nostri gusti personali?

Vi è mai capitato di trovare nel vostro armadio un pantalone che non indossate da qualche anno? Lo avete trovato tremendamente brutto? Avete pensato “oh mamma… come ho potuto metterlo?”.

Vi è capitato di vedere delle foto di qualche decennio prima e pensare “oh santa pazienza, che capelli osceni!”

Perché secondo voi? Beh, semplicemente perché il decennio prima avevamo fatto uso della moda del momento, senza prima consultare i nostri gusti.

Punto primo: non trovo rispettoso nei confronti dei gusti, lasciarli in secondo piano

Punto secondo: non trovo carino affidare il mio abbigliamento e/o la mia capigliatura alle mani e alla mente di altri.

Sono poche teste che scelgono cosa si porterà l’anno successivo (non so bene nemmeno in base a quali studi e criteri) e quelle poche teste dettano “leggi di moda” per tutti.

Non voglio essere drastica, alcuno accessori o capi io li trovo davvero stupendi (ad esempio i tacchi dell’immagine sono strabelli!), ma la cosa che mi secca più di tutte è entrare in dieci negozi (per fortuna ho smesso) e trovare in tutti e dieci più o meno le stesse cose, che se non mi hanno colpito nel primo negozio, non vedo perché dovrebbero colpirmi nel decimo. Per rassegnazione, forse? Può darsi.

In effetti mi è capitato di uscire con delle amiche e al quinto/sesto negozio sentir loro pronunciare “sai, che però a guardarla bene ‘sta maglia non è poi così brutta?”. Al nono l’avevano acquistata! Questo perchè le leggi della moda sono come dei vermicelli che vanno a cibarsi della nostra personalità. Non me ne vogliano le amiche, eh...

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Ma la cosa più divertente in assoluto mi è capitata quando avevo circa vent’anni. Ora ne ho qualcuno in più, ma sapere quanti, non è utilissimo ai fini del mio discorso. Allora non esisteva il gel per unghie e nulla di tutto questo. C’erano solo gli smalti, i normalissimi smalti di una volta, uh che ricordi ancestrali! e trovare un colore che piaceva era un’impresa non da poco. Un giorno ne comprai uno bellissimo (ovviamente secondo me), era un bordeaux opaco, tendente al vinaccio. Ricordo perfettamente la faccia abbastanza schifata di una mia vicina di casa quando guardò la figlia e disse “Hai visto che smalto? Dev’essere pazza!”. All'epoca, per inciso, si portavano tinte pastello e chiare. Io rimasi perplessa e non dissi nulla.

Anni dopo, parecchi anni dopo, quando si usava già da qualche tempo il gel e tutte queste robe innovative per le mani femminili, insomma nel periodo in cui si era diventate tutte pazze come me a vent'anni, mi trovavo casualmente in casa della figlia della vicina di casa. Lo indovinate, vero? Aveva sulle unghie uno smaltogel bordeaux, molto simile a quello mio di tanti anni prima. Con molto garbo le dissi “Bello, ma mi pare di ricordare che a te non piacevano questi colori, ricordo che vi sembravo pazza per questo e per come facevo i capelli. Lo indovinate, vero? Mi rispose “Beh, si, è di moda!”

Di moda??? E allora? Non capisco! Se una cosa ti fa schifo, ti fa schifo sempre! Lo so che i gusti possono cambiare nel tempo, non voglio dire che bisogna essere rigidi e mantenersi immobili all’interno dei propri schemi, ma se una cosa piace, deve piacere a prescindere dal fatto che piaccia o meno ad altri e viceversa. Se non piace, non piace anche se il resto del mondo la trova stupenda.

Perché non proviamo ad osare? Perché non ci mettiamo di fronte allo specchio e non decidiamo cosa è meglio per noi, facendo i conti coi nostri gusti e il nostro fisico, che non sempre, ahimé va d’accordo con la moda?

Perché non la smettiamo di dare ascolto a tutti coloro che ci propinano tendenza ? Non solo loro a doverci dire  come e cosa indossare, come andare in giro. Viviamo in un mondo fatto di regole: regole per il bon ton, regole per una vita felice, regole e ricette per una buona e valida storia d'amore. Ci vogliamo mettere in testa che possiamo anche decidere da soli cosa è meglio per noi? E poi, delle volte, laddove avremmo bisogno di qualche dritta, per migliorare le nostre abitudini (siano esse alimentari o educative) facciamo i saccenti e crediamo di farcela da soli.

La tendenza siamo noi. Noi che andiamo dritte per la nostra strada. Noi che scegliamo ciò che vogliamo e non solo ciò che ci propongono.

E ciò che vogliamo, lo troviamo nei negozi o se siamo brave, lo creiamo da noi, ma non dobbiamo piegarci alle leggi del mercato e acquistare nulla se non lo sentiamo nostro.

Siamo esseri unici.

La moda è non è di moda, passa in fretta!

Elisa Irene Anastasi