Cosa fa di un'amicizia, un'amicizia?
Cosa rende davvero merito a questa parola?

Credo che nessuno possa dare una risposta esatta a queste domande. Non esiste risposta giusta e non esiste ricetta da seguire per essere o trovare buoni amici.

Gli amici si scelgono o forse si riconoscono a pelle, forse tramite lo sguardo, forse saranno gli interessi comuni, forse le stupidaggini che fanno assieme, forse le lacrime che condividono, sarà forse il dolore che, in determinate circostanze, tiene uniti.Saranno i silenzi. O forse gli abbracci.
Gli amici sanno ascoltare i tuoi silenzi in modo confortevole e liberatorio, sanno abbracciarti in modo riempitivo ed avvolgente.

Può darsi sia un po’ l’uno, un po’ l’altro, può darsi siano tutte queste cose messe insieme, può darsi nulla di tutto questo, ma ciò che fa di un’amicizia, un’amicizia da poter chiamare così, ad alta voce e senza remore, è il tempo.

Sono convinta (tranne casi in cui, per forza maggiore, ci si deve “lasciare”) che le amicizie non possano vivere solo di ricordi.

Hanno bisogno di presente.

Hanno bisogno di condivisione, di parole, di strette di mano, di risate, di pacche sulla spalla, di comprensione.

Ci si può allontanare, sì, può capitare; la vita delle volte porta a fare percorsi inaspettati, ma se nonostante tutto, il tempo trova ancora insieme due persone, le trova pronte a raccontarsi, pronte a non rivangare eventi passati spiacevoli, ma solo intente a guardare al buono del loro stare insieme, allora, quelle due persone potranno definirsi Amici.

Elisa Irene Anastasi