Siamo abituati a vedere nostro padre come una grande montagna insormontabile, come un eroe, spesso come un esempio difficile da superare, eppure anche lui ha uno scrigno segreto in cui racchiude fragilità, insicurezze e preoccupazioni. 

Però, a parte alcuni che non meritano di essere chiamati padri, sono così bravi a calarsi nel ruolo di capofamiglia che spesso mostrano a noi figli solo la parte più dura, più forte, più coraggiosa.

E così noi  a "quel sorriso discreto che fa finta di niente" (cit..) dedichiamo una poesia di una giornalista americana Erma Bombeck

"I figli sono come gli aquiloni" 

 

I figli sono come gli aquiloni, 
passi la vita a cercare di farli alzare da terra. 
Corri e corri con loro fino a restare tutti e due senza fiato. 
Come gli aquiloni finiscono a terra, e ti rappezzi e conforti, aggiusti e insegni.
 Li vedi sollevarsi nel vento e li rassicuri, presto impareranno a volare. 
Infine sono in aria: gli ci vuole più spago e tu seguiti a darne e a ogni metro di corda che sfugge dalla tua mano il cuore ti si riempie di gioia e di tristezza insieme. 
Giorno dopo giorno l'aquilone si allontana sempre di più e tu senti che non passerà molto tempo prima che quella bella creatura spezzi il filo che vi unisce e si innalzi, come é giusto che si sia, libera e sola Allora soltanto saprai di avere assolto il tuo compito. 
di Erma Bombeck

 

E citando Madre Teresa di Calcutta aggiungo :

I figli sono come gli aquiloni: insegnerai a volare ma non voleranno il tuo volo; Insegnerai a sognare ma non sogneranno il tuo sogno; Insegnerai a vivere ma non vivranno la tua vita. Ma in ogni volo, in ogni sogno e in ogni vita rimarrà per sempre l’impronta dell’insegnamento ricevuto.

Grazie a tutti padri del mondo che ci hanno permesso di diventare le persone che siamo!