Poesie di Natale: ecco le più belle da dedicare.

Il Natale ha diversi significati: c’è chi lo considera un momento in cui stare con la propria famiglia, chi lo festeggia come il giorno della nascita di Gesù Cristo, chi lo vede come una festa in cui ricordarsi di chi è meno fortunato, chi coglie l’occasione per far diventare casa propria un nido accogliente e chi lo trasforma in un’occasione in cui manifestare il proprio affetto per tutte le persone che gli sono care.

Ecco una piccola lista di poesie Natalizie che potete dedicare ai vostri cari e che ci ricordano come mai è così bello festeggiare il Natale.

Natale – Giuseppe Ungaretti

Non ho voglia di tuffarmi
in un gomitolo di strade
Ho tanta stanchezza
sulle spalle
Lasciatemi cosi
come una cosa posata
in un angolo
e dimenticata
Qui non si sente altro
che il caldo buono
Sto con le quattro
capriole di fumo
del focolare

Natale – Quasimodo

Guardo il presepe scolpito,
dove sono i pastori appena giunti
alla povera stalla di Betlemme.
Anche i Re Magi nelle lunghe vesti
salutano il potente Re del mondo.
Pace nella finzione e nel silenzio
delle figure di legno: ecco i vecchi
del villaggio e la stella che risplende,
e l’asinello di colore azzurro.
Pace nel cuore di Cristo in eterno;
ma non v’è pace nel cuore dell’uomo.
Anche con Cristo e sono venti secoli
il fratello si scaglia sul fratello.
Ma c’è chi ascolta il pianto del bambino
che morirà poi in croce fra due ladri?

I magi– Gabriele D’Annunzio

Una luce vermiglia
risplende nella pia
notte e si spande via
per miglia e miglia e miglia.
O nova meraviglia!
O fiore di Maria!
Passa la melodia
e la terra s’ingiglia.
Cantano tra il fischiare
del vento per le forre,
i biondi angeli in coro;
ed ecco Baldassarre
Gaspare e Melchiorre,
con mirra, incenso ed oro

Natale – Guido Gozzano

La pecorina di gesso,
sulla collina in cartone,
chiede umilmente permesso
ai Magi in adorazione
Splende come acquamarina
il lago, freddo e un po’ tetro,
chiuso fra la borraccina,
verde illusione di vetro.
Lungi nel tempo, e vicino
nel sogno (pianto e mistero)
c’è accanto a Gesù Bambino
un bue giallo, un ciuco nero.

Lo zampognaro – Gianni Rodari

Se comandasse lo zampognaro
Che scende per il viale,
sai che cosa direbbe
il giorno di Natale?
“Voglio che in ogni casa
spunti dal pavimento
un albero fiorito
di stelle d’oro e d’argento”.
Se comandasse il passero
Che sulla neve zampetta,
sai che cosa direbbe
con la voce che cinguetta?
“Voglio che i bimbi trovino,
quando il lume sarà acceso
tutti i doni sognati
più uno, per buon peso”.
Se comandasse il pastore
Del presepe di cartone
Sai che legge farebbe
Firmandola col lungo bastone?
“Voglio che oggi non pianga
nel mondo un solo bambino,
che abbiano lo stesso sorriso
il bianco, il moro, il giallino”.
Sapete che cosa vi dico
Io che non comando niente?
Tutte queste belle cose
Accadranno facilmente;
se ci diamo la mano
i miracoli si faranno
e il giorno di Natale
durerà tutto l’anno.

È natale – Madre Teresa di Calcutta

E’ Natale ogni volta che sorridi
a un fratello e gli tendi una mano.

E’ Natale ogni volta che rimani
in silenzio per ascoltare l’altro.

E’ Natale ogni volta che non accettiquei principi che relegano gli oppressi
ai margini della società.

E’ Natale ogni volta che spericon quelli che disperano
nella povertà fisica e spirituale.

E’ Natale ogni volta che riconosci con umiltà i tuoi limiti e la tua debolezza.

E’ Natale ogni volta che permetti al Signore di rinascere per donarlo agli altri.

Natale, un giorno – Hirokazu Ogura

Perchédappertutto ci sono cosi tanti recinti?
In fondo tutto il mondo e un grande recinto.

Perchéla gente parla lingue diverse?
In fondo tutti diciamo le stesse cose.

Perchéil colore della pelle non e indifferente?
In fondo siamo tutti diversi.

Perchégli adulti fanno la guerra?
Dio certamente non lo vuole.

Perchéavvelenano la terra?
Abbiamo solo quella.

A Natale – un giorno – gli uomini andranno d’accordo in tutto il mondo.Allora ci sarà un enorme albero di Natale con milioni di candele.
Ognuno ne terrà una in mano, e nessuno riuscirà a vedere l’enorme albero fino alla punta.

Allora tutti si diranno “Buon Natale!” a Natale, un giorno.

Una stella sulla strada di Betlemme– Boris Pasternak

Era inverno
e soffiava il vento della steppa.
Freddo aveva il neonato nella grotta
sul pendio del colle.
L’alito del bue lo riscaldava.
Animali domestici stavano nella grotta.
Sulla culla vagava un tiepido vapore.
Dalle rupi guardavano
assonnati i pastori
gli spazi della mezzanotte.
E li accanto, sconosciuta prima d’allora,
più modesta di un lucignolo
alla finestrella di un capanno,
tremava una stella
sulla strada di Betlemme.

Voce – Maria Luisa Spaziani

Natale è un flauto d’alba, un fervore di radiciche in nome tuo sprigionano acuti ultrasuono.Anche le stelle ascoltano, gli azzurrognoli soli
in eterno ubriachi di pura solitudine.

Perché questo Tu sei, piccolo Dio che nascie muori e poi rinasci sul cielo delle foglie:una voce che smuove e turba anche il cristallo,
il mare, il sasso, il nulla inconsapevole.

A Gesù Bambino – Umberto Saba

La notte è scesa
e brilla la cometa
che ha segnato il cammino.
Sono davanti a Te, Santo Bambino!
Tu, Re dell’universo,
ci hai insegnato
che tutte le creature sono uguali,
che le distingue solo la bontà,
tesoro immenso,
dato al povero e al ricco.
Gesù, fa’ ch’io sia buono,
che in cuore non abbia che dolcezza.
Fa’ che il tuo dono
s’accresca in me ogni giorno
e intorno lo diffonda,
nel Tuo nome.

Campane di Natale – Henry Wadsworth Longfellow

Ho sentito le campane, per Natale,suonar le loro vecchie càrole consuetee ripetere, dolci e libere, le parole
di pace sulla terra, di buona volontà per gli uomini.

E pensavo a come, venuto quel giorno,i campanili di tutta la Cristianitàavevano battuto al canto ininterrotto
di pace sulla terra, di buona volontà per gli uomini.

E, disperato, ho chinato la testa“Non c’è pace sulla terra”, ho detto,“Perché l’odio è troppo forte e si fa gioco del canto
di pace sulla terra, di buona volontà per gli uomini”.

Poi da ogni bocca nera e maledettail cannone tuonò nel Sud,ed in quei rombi annegaron le càrole
di pace sulla terra, di buona volontà per gli uomini.

Fu come se un terremoto scuotessele pietre focaie di un continentee mandasse in rovina i focolari domestici
di pace sulla terra, di buona volontà per gli uomini.

Allora le campane hanno rintoccato più forte e profondo:“Dio non è morto, e non dorme;Il male fallirà, il bene prevarrà
con pace sulla terra, con buona volontà per gli uomini”.

Finché con quei rintocchi e con quel cantoil mondo non è tornato dalla notte al giorno,una voce, una melodia, un canto sublime
di pace sulla terra, di buona volontà per gli uomini.