Al giorno d’oggi migliorare qualità della vita e produttività con l’empatia degli spazi sembra essere il modo migliore per coniugare benessere e necessità quotidiane. Viviamo in un mondo molto competitivo , in cui dobbiamo sempre dare il meglio. Questo, inevitabilmente, finisce per stressarci e per ridurre la qualità della nostra vita.

Ma cosa si intende con “empatia degli spazi”? La spiegazione potrebbe essere intuitiva: l’ ambiente che ci circonda influenza il nostro umore e il nostro modo di reagire agli stimoli. Questa non è una novità: la novità sta nel fatto che adesso qualcuno vuole studiare nel dettaglio l’interazione tra architettura e produttività personale.

Relazione tra psicologia e spazi

empatia degli spazi bambini Fonte: archdaily.com.br share

Lo studio delle interazioni tra psicologia e spazi ha inizio nel 1978, quando furono tentati degli esperimenti volti a verificare se, cambiando alcuni elementi nei luoghi del vivere e soprattutto del lavoro, ci fosse la possibilità di incrementare la produttività .

Si è dimostrato, attraverso alcuni esempi pratici, che in effetti le qualità positive di una persona possono essere stimolate anche attraverso degli interventi puramente architettonici o ambientali. Ad esempio, i dipendenti della ING Bank di Amsterdam ridussero il loro livello di assenteismo grazie alla presenza negli uffici della banca di piante, opere d’arte, elementi acquatici.

Negli anni Ottanta si dimostrò come migliorare l’illuminazione naturale delle stanze di un ospedale , e fornire loro la vista su un parco, potesse accelerare i tempi di ripresa dei pazienti . Per sapere davvero come migliorare la reattività di un soggetto però non si può andare avanti solo a tentativi. Così sono stati condotti degli studi che coinvolgono i cosiddetti “neuroni specchio” per meglio comprendere le interazioni tra spazio ed esseri umani.

Cosa sono i neuroni specchio

Fonte: lunarionuovo

Detta in termini semplici, i neuroni specchio sono quelli che nel nostro cervello si attivano in risposta a degli stimoli esterni precisi. In sostanza, essi reagiscono ad un’ azione vista, osservate, emulata, o anche solo intuita . Vale a dire che è sufficiente che ci sia un elemento che ci fa pensare ad un qualcosa che potremmo fare, ed ecco che i neuroni specchio ci spingono a farla.

Questo è il meccanismo base che porta a migliorarsi nella vita : l’emulazione di un modello che riteniamo possa condurci ad una crescita. Questo modello non deve per forza essere umano: può anche essere ambientale. Ecco perché gli spazi che viviamo sono fondamentali per il nostro benessere e anche per la nostra crescita.

Progetto “Tuned”

Fonte: Felton Constructions

L’architetto Davide Ruzzon , che guida il progetto “Tuned” del gruppo di progettazione Lombardini 22, si occupa di una ricerca che vuole focalizzare al meglio quello che si è scoperto finora circa l’ interazione uomo-ambiente . Avverte che non è corretto parlare di un generico “benessere” di chi vive o abita un luogo.

Si tratta piuttosto di stimolare le aspettative neuronali attraverso ambienti progettati ad hoc verso uno scopo finale. A tal fine sono stati proposti degli spazi diversi ad alcuni soggetti, studiando poi la risposta della corteccia cerebrale attraverso un encefalogramma .

Questa è la strada che può portare a capire quali sono gli elementi migliori da inserire in una costruzione finalizzata ad uno scopo. Un ospedale deve spingere le persone a guarire; una scuola a crescere e a migliorarsi nella vita; un ufficio o una fabbrica a lavorare dando il massimo.

Per scoprire come migliorare il rendimento umano in ogni ambito le neuroscienze suggeriscono di plasmare gli ambienti in modo idoneo, compito che spetta agli architetti . Un architetto gioca con diversi elementi: luce, colori, materiali, ma anche forme e geometrie.

Dalle neuroscienze all’architettura

Fonte: HAZ

Mai come oggi si è dunque creata una forte interconnessione tra discipline apparentemente tanto diverse come le neuroscienze e l’architettura . Eppure appare logico pensare che solo studiando a fondo il cervello umano e il suo funzionamento si possono creare luoghi di vita davvero idonei alla sopravvivenza e alla crescita.

Le città in cui viviamo spesso sembrano ostili alla stessa vita umana: hanno perduto l’ergonomia e la naturalezza che invece ci possono permettere di vivere armonicamente con l’ambiente che ci circonda. Lo sforzo, anche economico, che si sta profondendo nella ricerca , ha l’obiettivo di rendere di nuovo possibile una proficua convivenza tra spazi e persone.

Alcuni esempi sono già esistenti: l a stazione ferroviaria di Afragola di Zaha Hadid, la scuola media di Negrar, la residenza per anziani di Maserà di Padova . Molto ancora però resta da fare, affinché ognuno di noi possa di nuovo sentirsi accolto nei luoghi che vive e spinto sempre a dare il meglio di sé.