Set 3, 2015
119 Visualizzazioni

Arriva “l’albero della vita” : l’invenzione tutta italiana che regala una speranza a milioni di persone

Scritto da

È tutta italiana l’invenzione “l’albero della vita”, la struttura  capace di raccogliere l’acqua dall’aria, e a metterci la firma sono due giovani architetti Arturo Vittori e Andrea Vogler dell’Architecture and Vision che, con il sostegno del Centro Italiano di Cultura di Addis Abeba e la EiABC (Ethiopian Institute of Architecture, Building Construction and City Development), hanno dato vita a questo progetto. Presentata alla Biennnale di Architettura a Venezia nel 2012, questa invenzione è stata pensata per tutte quelle popolazioni che vivono nelle zone in via di sviluppo, dove riuscire a procurarsi acqua potabile e pulita è pressoché impossibile.

Come è fatto

La struttura de “l’albero della vita” è realizzata in bambù, il peso si aggira intorno ai 60 Kg e si compone assemblando 5 moduli, lavoro che si esegue con facilità proprio grazie al peso ridotto degli stessi non richiedendo l’utilizzo di alcun ponteggio o impalcatura, è sufficiente il lavoro di 4 persone. Una volta montato apparirà come una grande torre formata da tanti reticoli a maglia triangolare ottenuti  dall’utilizzo di giunchi, facilmente reperibili sul territorio. All’interno della struttura vi è una rete realizzata con un particolare tessuto, polietilene tessile, capace di raccogliere l’acqua tramite un processo di condensazione. Ogni torre dell’acqua, chiamata anche “Warka Water” in onore del grande albero tipico delle regioni africane, riesce a produrre fino a 100 litri di acqua potabile e pulita.

Come funziona

“L’albero della vita” si basa su un semplice principio scientifico, quello della condensazione. Nell’aria è presente naturalmente una certa percentuale di umidità, l’invenzione si pone l’obbiettivo di raccogliere quest’acqua per renderla disponibile alle popolazioni bisognose. L’architetto Vittori spiega in maniera intuitiva il funzionamento quando dice: “Trasformare l’aria in acqua è un processo che non ha nulla  di speciale. Lo fanno i comuni deumidificatori che abbiamo tutti in casa.” Tutto il funzionamento avviene in maniera naturale, senza l’utilizzo di energia elettrica, poiché sfrutta lo sbalzo termico delle temperature tra giorno e notte, proprio come facevano gli egiziani  4 mila anni fa.

Quanto costa?

Altro lato positivo del progetto è il basso costo. Ogni struttura richiede 360 € ed il lavoro di 4 persone per 10 giorni. Per quanto siano basse le spese, non è semplice però riuscire a reperire i fondi necessari per diffondere il progetto nei paesi africani. Poiché non vi è un rientro economico i grandi gruppi sono restii ad elargire somme di denaro, si ricorre quindi al crowdfounding, il finanziamento che arriva dalla rete con donazioni spontanee. Le strutture, benché poco costose, devono essere diffuse a macchia d’olio per far si che tutte le popolazioni ne traggano beneficio. L’anno clou dell’albero della vita è proprio quello che stiamo vivendo, il 2015, anno in cui la diffusione nei paesi africani dovrebbe diventare sistematica.

Se il progetto riuscisse a prendere piede, le popolazioni svantaggiate vedrebbero cambiare sensibilmente la vita quotidiana, che ad oggi si basa sulla ricerca di acqua, mettendo in secondo piano tutto il resto, in primis l’istruzione, e ad impegnare tutta la famiglia, bambini e donne compresi. 

Article Categories:
Senza categoria

Comments are closed.