"Ogni tipo di dipendenza è cattiva, non importa se il narcotico è l'alcol o la morfina o l'idealismo".

Carl Gustav Jung

Non è l’uso, ma l’abuso che si fa delle cose a renderle errate.

Il cellulare ha migliorato molti aspetti della nostra vita, ha eliminato molti tempi morti, ci ha salvato da situazioni difficili, ci ha semplificato le cose in molte circostanze.

Lo smartphone poi, ci ha consentito di fare foto, video, telefonate, navigare sul web usando un unico, agile strumento.

Se ciò, da un lato, costituisce, un indubbio vantaggio, dall’altro ci induce a voler condividere quasi tutto ciò che facciamo, immediatamente, sui social.

Non è brutto voler condividere un momento particolare della propria giornata, un momento importante della vita o una bella notizia. Non è brutto, né sbagliato, ma prima bisognerebbe viverlo, poi a momento vissuto, a esperienza fatta e goduta, se vogliamo, condividiamo. Non durante.

Non è piacevole andare a prendere un caffè con le amiche e trovarsi ad un tavolino tra i vari tablet, e cellulari in mano.

Non è bello festeggiare un compleanno e anziché sentirsi battere le mani, si sente pigiare il click della ripresa. Il video non potrà mai sostituire nei nostri ricordi, le facce presenti e felici di essere lì.

La vera condivisione non è il pulsantino che sta accanto al "mi piace" ma la presenza partecipata.

Gli amici e i parenti sono quelli che abbiamo accanto in quei momenti e non solo quelli dei social, dovremmo goderci il presente, senza sentire il bisogno di stare perennemente altrove , rischiando di vivere la vita dietro uno schermo.

Inoltre non dovremmo dimenticare che alcuni momenti sono nostri, solo nostri. Altri momenti, poi, sono solo della coppia, non è necessario condividere tutto con gli amici.

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