"Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo".

"Un pianeta migliore è un sogno che inizia a realizzarsi quando ognuno di noi decide di migliorare se stesso".

"Vivi come se dovessi morire domani, impara come se dovessi vivere per sempre".

"Sulla terra c'è abbastanza per soddisfare i bisogni di tutti, ma non a sufficienza per soddisfare l'ingordigia di pochi".

"Il futuro dipende da ciò che facciamo nel presente".

"La vita non è aspettare che passi la tempesta, ma imparare a ballare sotto la pioggia".

"La legge dell'amore si comprende e si apprende meglio tramite i bambini".

"La persona che non è in pace con se stessa sarà in guerra con il mondo intero".

"Non vale la pena avere la libertà se questo non implica avere la libertà di sbagliare".

"La forza non deriva deriva dalla capacità fisica. Deriva da una volontà indomita".

Aforismi di Gandhi

 

Mohandas Karamchard Gandhi detto il MAHATMA (che in sanscrito significa GRANDE ANIMA) nasce il 2 ottobre 1869 a Portbandar in India, è il fondatore della "non violenza" e il padre dell'indipendenza indiana. Dopo aver studiato all'università di Ahmrdabad e di Londra, esercita per un breve periodo la professione di avvocato a Bombay.

Di origini benestanti, nel 1893 si reca in Sud Africa con l'incarico di consulente legale per una ditta indiana. Vi rimarrà per ben 21 anni.

Qui si trova a dover affrontare una terribile realtà: migliaia di immigrati indiani sono vittime della segregazione razziale. Non potendo accettare tutto ciò si batte per i diritti dei suoi compatrioti e dal 1906 lancia il suo metodo di lotta basato sulla resistenza non violenta ottenendo dei risultati come l'eliminazione delle vecchie leggi discriminatorie, riconoscimento ai nuovi immigrati della parità dei diritti e la validità dei matrimoni religiosi.

Nel 1915 torna in India dove già da tempo è in atto la ribellione contro il dominio britannico, in modo particolare per la nuova legislazione agraria che porta al sequestro delle terre ai contadini in caso di scarso o mancato raccolto.

Nel 1919 nasce la prima grande campagna satyagraha di disobbedienza civile, che prevede il boicottaggio delle merci inglesi e il non pagamento delle imposte. Gandhi viene arrestato e tenuto in carcere diversi mesi, ma questo non lo ferma! Continua la sua battaglia anche una volta scarcerato. Partecipa, così, alla Conferenza di Londra chiedendo l'indipendenza del suo paese.

Nel 1930 terza campagna per la RESISTENZA: organizza la marcia del sale, per abolire la tassa troppo elevata a danno delle classi povere. Viene arrestato nuovamente e così anche sua moglie e 50.000 persone partecipanti. Viene arrestato spesso e lui risponde con lunghissimi scioperi della fame.

All'inizio della Seconda Guerra Mondiale Gandhi decide di non sostenere l'Inghilterra se quest'ultima non garantirà l'indipendenza all'India, ma il governo non si piega e risponde con un altro arresto. Passerà ben 2 anni in prigione!

Il 15 agosto del 1947 l'India ottiene l'indipendenza, ma Gandhi vive tutto ciò con immenso dolore. Questo perché il subcontinente indiano si divide in due stati: INDIA e PAKISTAN. Portando ad una separazione fra indù e mussulmani e provocando una violenta guerra civile che porta a morti innocenti verso la fine del 1947.

L'atteggiamento a tutto ciò di Gandhi scatena le ire di un fanatico indù che lo uccide il 30 gennaio 1948 durante un incontro di preghiera. La fine di un GRANDE UOMO.....