Lo stupore è un sentimento che quasi non ci appartiene più. Lo stupore positivo, intendo, quella meraviglia che ci blocca di colpo, dopo aver visto una scena inaspettata. Non ci stupiamo quasi più di niente, siamo bombardati da migliaia di immagini al giorno, sul pc, sul cellulare, in tv, nelle locandine, riviste, che nulla più riesce a colpirci.

Ci sono continui studi di settore che cercano il modo migliore per intrigare l’occhio sempre più pretenzioso dell’osservatore, sempre più pieno di informazioni, sempre più saturo di emozioni, ma anche sempre più stanco di vedere immagini shock.

Forse dovremmo semplicemente abituare i nostri occhi a guardare le cose semplici, che non sono solo le cose di una volta. In genere quando si pensa alla semplicità si pensa ai sapori di un tempo, ma anche oggi ci sono molti spunti di semplicità degni della nostra attenzione viva, ci sono centinaia di piccoli angoli di strada che nemmeno notiamo, delle vere rarità che ci perdiamo perché teniamo sempre lo sguardo fisso ai monitor, e poi, cosa da non sottovalutare, ci sono molti occhi che cercano altra semplicità. Ci sono, io ne ho incontrati tanti e sono rimasta affascinata e meravigliosamente rapita nello scoprire che non ero l’unica alla ricerca di piccoli tesori nascosti.

Dovremmo educarci alla sorpresa, alla riscoperta delle cose piccole, dei dettagli e godere di tutte quelle cose che incontriamo nel quotidiano e che sempre più spesso diamo per scontate: i tramonti, le aurore, le risate dei bambini, lo sbocciare dei fiori, gli stormi degli uccelli in volo, la pioggia morbida, la cura che mettiamo nel fare una cosa con passione. Anche quella dovrebbe stupirci, perché significa che il cuore freme e stiamo vivendo perseguendo degli obbiettivi, significa che non ci stiamo lasciando travolgere dalle cose.

Detto in altre parole, dovremmo provare a vivere immersi nella magia, che non significa vivere da stralunati, significa vivere respirando nella realtà anche quel pizzico di fantasia che si cela dietro la routine, significa vivere pensando a quando eravamo bambini, significa vivere accendendo gli occhi e il cuore.

Sono convinta che questo modo di affrontare le cose, le situazioni, ci farebbe amare di più anche noi stessi, che troppo spesso non ci scrutiamo bene per come dovremmo. Impareremmo ad apprezzare di noi anche i piccoli momenti, anche le sconfitte.

La Luna ancora stupisce, sarà per la forma tonda o per quella luce che pare emanare, beh, a volte basterebbe osservarci con lo stesso stupore con cui osserviamo la Luna, e piacerci.

Elisa Irene Anastasi