C'era una volta una mamma felice... questa storia potrebbe iniziare così, come una favola . Come ogni favola ha degli aspetti lieti, altri tristi, e la sua protagonista è una piccola principessa. La principessa si chiama Indiana .


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Ecco la piccola Indiana. L a sua mamma, Joey, voleva tanto una bella bambina da stringere e coccolare, e il buon Dio le ha mandato Indiana. In molti le dicevano di abortire, quando ha scoperto che la bimba che portava in grembo aveva la sindrome di Down . Lei, d'accordo con suo marito Rory, ha deciso invece di tenerla.


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Indiana è stata una gioia per i suoi genitori fin dal primo vagito, dolce e affettuosa come pochi neonati al mondo. Purtroppo però la felicità della famigliola è stata funestata da una terribile notizia : Joey aveva un cancro . Quel male crudele l'ha strappata a suo marito e sua figlia in appena due anni.


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Ma come in ogni favola che si rispetti, un addio non è mai per sempre. Joey ha voluto lasciare una grande eredità a sua figlia: ha chiesto a Rory di allevarla e di permetterle di realizzare ogni suo desiderio. Rory così ha creato un blog, per raccontare la sua vita di papà single che giorno dopo giorno fa del suo meglio affinché la donna che ha amato riviva nella creatura nata dal loro amore.


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Resta un unico neo: la gente cattiva. In molti ancora continuano a trattare Indiana come una bambina "diversa", "anormale", continuano a pensare che la scelta di Joey e Rory di farla nascere sia stata un errore. Ma lui si è indignato: come può definirsi un errore quello che oggi gli da la forza per svegliarsi al mattino?

Così Rory, che è anche un musicista e compone testi per le canzoni, dunque con le parole ci sa fare, ha pensato di scrivere un accorato appello , per invitare ogni genitore che si trovi davanti allo stesso dilemma che hanno attraversato lui e sua moglie a fare la scelta più giusta.


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Dio non commette errori. Indiana non è inferiore a nessun altro bambino. Diverso non significa inferiore. La sindrome di Down non rende la sua vita meno importante di quella degli altri.  [...] Io e Joey abbiamo conosciuto moltissimi bambini con la sindrome di Down o con altri bisogni speciali. Lo scorso mese ne ho incontrati molti alla High Hopes school, e non sono inferiori. Nessuno di loro lo è. Come tutti i bambini, ognuno di loro è diverso. Alcuni apprendono più velocemente, altri più lentamente. Alcuni sono più tranquilli, altri meno. Alcuni gattonano e camminano, mentre altri, come Indiana… richiedono più tempo. Ma sono tutti bellissimi. Tutti un dono del cielo. Vedendo le statistiche, mi si è spezzato il cuore. La percentuale di donne che abortiscono dopo aver scoperto di aspettare un bambino con la sindrome di Down oscilla tra il 70% e il 90%. Il mondo ci dice che queste persone sono considerate inferiori. Un errore. Ma io non credo che lo siano. Almeno Indiana non lo è. Quando è nata, io e Joey abbiamo detto: “questa è la bambina che Dio ci ha mandato”. Lo credevamo sul serio, e avevamo ragione. Non posso credere che per Joey sarebbe stato meglio non avere Indiana, anziché passare i suoi unici due anni da mamma accanto a lei. Dio lo sapeva. E ha operato nel modo giusto. […] Anche se non è il bambino che ti aspettavi, alla fine capisci che non è inferiore. È qualcosa di più. Più bello e prezioso di quanto avresti mai potuto pensare. No, Dio non commette errori.


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Non resta molto da aggiungere alle parole di Rory. Ogni essere umano ha qualcosa da dare al mondo, e ognuno lo fa a modo suo. Indiana forse ha una ricchezza ancora più grande, solo che noi non possediamo gli occhi giusti per vederla.

Fate girare le parole di Rory! Forse qualcuno proprio ora deve affrontare una scelta decisiva e drammatica: e quale che sia la sua decisione, è giusto conosca l'incredibile bellezza di Indiana.