Da bambina giocavo con Cicciobello, ne avevo uno e adoravo questa esclusività, perché era per me un compagno di giochi e di avventure perfetto. Amavo cambiarlo, imboccarlo e cantargli la ninna nanna prima di metterlo nel mio lettino, ben coperto e al riparo.

Ero la sua " mammina ". Le nostre figlie, hanno avuto invece decine di Barbie, Bradz, e altre splendide bambole "modelle" al quale non hanno cantato la ninna nanna, ma le accompagnavano in giro per il mondo a bordo del loro camper super accessoriato , e se avevano caldo un bel tuffo in piscina. Piene di abiti glamour, scarpe, pellicce... si proiettavano in loro e come loro avrebbero voluto diventare. Belle, ricche e famose! Qualche ragazza c'è anche riuscita, dopo decine di interventi chirurgici nel tentativo, oserei dire disperato, di somigliare ad una Barbie. Ragazze, a mio parere, e non solo il mio, prive di autostima.

Non voglio dire che la responsabilità possa essere attribuibile a qualche bambola "anoressica", ma questa Mamma ha pensato che sarebbe più giusto far giocare le bambine, con bambole meno truccate e più realistiche, proprio come loro.

Così decide di togliere alle bradz il pesante trucco e le veste con abiti semplici, da lei stessa realizzati, nella speranza di offrire alle ragazze di domani, un modello di "donna" comune, semplice e sano!

Pensateci bene, vogliamo davvero che le nostre figlie prendano a modello "l'ideale di donna" a sinistra?

Oppure anziché il modello di "donna oggetto", sicuramente frutto di una cultura maschilista, vogliamo insegnar loro il valore della libertà di essere normali, belle, vive, e con la voglia di giocare liberamente e non mettersi in mostra per gli altri?

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